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Pecore sui terreni privati:

arriva il conto al pastore

che dovrà pagare i danni

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I danni sono stati provocati dalle pecore e il conto, ovviamente, è arrivato al pastore. Ancora una volta il transito di un gregge, che tanta tenerezza e felicità suscita nei bambini e rievoca un mestiere dal sapore antico, finisce davanti ad un giudice.

In questo caso, a fare partire il contenzioso, è stato il pascolo “abusivo” degli ovini su un terreno recintato di proprietà privata. Tra buchi nella recinzione e reti piegate, i proprietari avevano chiesto un risarcimento da 3.500 euro. Il padrone del gregge, però, aveva fatto orecchie da mercante e così la palla è finita nelle mani del giudice di pace di Trento, Antonio Orpello, che ha accolto, seppure ridimensionata, la richiesta dei ricorrenti e condannato il proprietario a pagare 1.100 euro di danni e anche le spese di lite, pari a 750 euro.

La vicenda risale al mese di novembre del 2017. Secondo quanto denunciato, il pastore aveva fatto pascolare e fermare per più giorni il proprio gregge sui loro terreni recintati. Una permanenza che non era stata autorizzata né dai proprietari né da chi aveva l’usufrutto del’appezzamento. Fotografie alla mano, come viene ricostruito in sentenza, i proprietari avevano lamentato che il gregge aveva causato molti danni alla recinzione, che risultava divelta, piegata, bucata ed ormai inservibile. Chi aveva l’usufrutto dei prati aveva subito denunciato i danni subiti, ma le richieste al pastore di rimediare a quanto successo sarebbero cadute nel vuoto.

Dopo cinque lettere senza risposta e sei inviti alla negoziazione assistita caduti rimasti inascoltati, i proprietari hanno deciso di rivolgersi al giudice, che ha ritenuto la domanda di risarcimento fondata.

«Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito - viene ricordato - Dalla documentazione prodotta, ed in particolare dalle numerose foto, dai verosimili messaggi sms, dalle visure, appare adeguatamente provata la domanda: il convenuto, titolare dell’attività di pastorizia, nonché il pastore del gregge, aveva il pascolo sotto il suo diretto controllo e ha prodotto danni».

Danni di cui è chiamato a rispondere il proprietario del gregge: «La responsabilità dei proprietari dell’animale è presunta, fondata non sulla colpa ma sul rapporto di fatto con l’animale, di guisa che il proprietario risponde in ogni caso e in toto per i danni cagionati al terzo, a meno che non dia la prova del fortuito». Ma in questo caso, parlare di un evento fortuito, non sarebbe possibile. Per quanto riguarda i danni, il giudice evidenzia però che la somma di 3.500 non è supportata da adeguati elementi di riscontro.

Per questo sono stati quantificati forfettariamente in 1.100 euro, oltre agli interessi. Il pastore dovrà inoltre pagare le spese di lite, pari a 750 euro.

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