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Coronavirus: la gita scolastica da Torino

di trenta bambini a Campiglio

annullata per l'emergenza

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Quando le hanno detto che la gita a Madonna di Campiglio era stata annullata, è scoppiata a piangere. Per Francesca, nome di fantasia, quel viaggio sulla neve con gli amici di scuola e i genitori era il regalo per i suoi 9 anni. «Lo aspettavo da tanto, mi ero fatta anche le treccine», dice la bimba col volto segnato dalle lacrime. È stata la mamma a spiegarle che la colpa di quel sogno infranto è del coronavirus.

Tra le misure decise dal governo per gestire l’emergenza c’è infatti anche lo stop alle gite scolastiche e la sua è stata una delle prime ad essere fermata.

La comunicazione è arrivata sul cellulare della mamma di Francesca quando le valigie erano già pronte accanto alla porta di casa. «Il ritrovo era alle 9 in piazza Arbarello, ci aspettava già il pullman quando è arrivata la telefonata», racconta la madre della bimba, studentessa di Terza Elementare al Convitto Nazionale Umberto I di Torino. «È stato il rettore dell’istituto, la professoressa Giulia Guglielmini - prosegue - a informarci dopo aver parlato con gli organizzatori della gita».

Pochi minuti sono bastati a mandare in fumo i piani per le attese vacanze di Carnevale di una trentina di studenti. «La piccola ci teneva tanto, come del resto i suoi compagni, tutti dispiaciutissimi, ma il pullman è dovuto ripartire vuoto», dice ancora la madre, la figlia stretta al fianco per consolarla.
«Siamo rammaricati, ma è giusto cosi - sottolinea la signora mentre accarezza la bimba - bisogna pur prendere delle precauzioni. Avremmo dovuto attraversare tutto il nord Italia per raggiungere le Dolomiti, col rischio poi di rimanere bloccati là se fosse successo qualcosa...».

«La salute viene prima di tutto, soprattutto quella dei nostri bambini - insiste la mamma -. Ci rifaremo la prossima volta, quando in giro non ci saranno più virus». Ora però c’è il problema di cosa far fare alla bambina questa settimana che le scuole sono state chiuse. «Questo è un bel problema, mio marito ed io lavoriamo. Per fortuna ci sono i nonni: la porterò da loro, così può giocare con i cugini e il tempo passa più in fretta». Un altro tipo di vacanza, ma pur sempre tale, per la bambina.

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