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La Federazione scuole materne

dice no al metodo Montessori

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La Federazione delle scuole materne ha portato ieri in assemblea soprattutto le questioni pedagogiche e didattiche: quella «qualificazione dell’investimento per l’infanzia» alla quale è stata intitolata la relazione del presidente Giuliano Baldessari è soprattutto un investimento nella formazione e nella ricerca.

Anzitutto, chiarendo cosa non si farà. «Il nostro modo è quello di essere rigorosi sul piano istituzionale e scientifico - ha specificato in un passaggio particolarmente significativo Baldessari - di collocarci autorevolmente al di là delle “mode” e del “relativismo pedagogico” per cui chiunque si pone oggi sul mercato educativo è considerato comunque valido e innovativo, anche se così non è. Il riferimento è alla diffusione sul territorio provinciale di non meglio definite “scuole nel bosco” e alla richiesta sempre più insistente di sezioni a indirizzo montessoriano».

Sul metodo ideato dalla pedagogista Maria Montessori ai primi del Novecento, la linea della Federazione è chiara: «Applicato oggi in maniera “pura”, come avviene nelle sezioni in cui è già in essere – si è specificato in assemblea - è inconciliabile con quanto la ricerca scientifica ha mostrato e scoperto, nel corso di quasi cent’anni, nell’ambito dell’approccio che si riferisce al costruttivismo socio-culturale. Approccio che, non a caso, si pone come riferimento scientifico, appunto, degli orientamenti dell’attività educativa della scuola dell’infanzia della Provincia Autonoma di Trento».

Mentre la giunta provinciale ha approvato i termini e le modalità di iscrizione alla scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2020/2021 stabilendo anche i criteri per l’accesso ai percorsi Montessori, dalla Federazione arriva una forte critica. «Riteniamo doveroso esprimere - ha sottolineato il presidente Baldessari - la nostra forte preoccupazione in ordine alla coesistenza nella stessa scuola, così come oggi viene prefigurata, di due approcci educativi tra loro molto distanti, la cui convivenza e contaminazione reciproca non solo non riteniamo possibile, ma, anzi, negativa e destabilizzante».

Fra i capisaldi dell’approccio pedagogico-educativo della Federazione la formazione agli insegnanti, la progettazione per processi di apprendimento e la metodologia di lavoro a piccoli gruppi di bambini. «Le esperienze del Concilio dei Bambini e delle Piccole Guide, la metodologia del Piccolo Gruppo, l’accoglienza della diversità - si è detto ieri in assemblea - costituiscono pietre miliari di una concezione di educazione e di cultura dell’infanzia capacità di mobilitare persone, gruppi e comunità attorno a comuni e condivise progettualità».

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