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Educazione di genere a scuola:

parlano le insegnanti «bloccate»

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Una lettera aperta per invitare gli assessori provinciali Mirko Bisesti e Stefania Segnana a non sospendere i percorsi di educazione alla relazione di genere programmati per inizio gennaio in 24 istituti trentini. Per Elisa Bellè, Federica Chiusole, Nadia Dalla Costa, Sara Filippi, Maria Agnese Maio, Irene Matassoni, Alessia Tuselli - gruppo di formatrici che da tempo lavora su questo progetto - si tratta di una scelta sbagliata.

«Svolgiamo questa attività formativa con passione e professionalità - scrivono - nella convinzione di portare le nostre competenze a servizio di scuole, studenti, famiglie». E aggiungono: «Siamo pienamente disponibili a fugare dubbi e perplessità di qualunque tipo: molti anni di esperienza nelle scuole parlano per noi, e parlano di impegno, voglia di incontrare il mondo della formazione, confrontandosi con le sue difficoltà e contraddizioni, di dare il nostro contributo alla crescita del territorio a partire dal suo bene più cruciale, la formazione dei e delle più giovani. Ci auguriamo che gli assessori competenti cambino direzione e decidano di non gettare al vento un’esperienza importante, costruita con molto impegno sia da parte di tutte noi, che di tutti quegli insegnanti e dirigenti scolastici che collaborano alla buona riuscita del progetto nelle scuole trentine, nel tentativo di fornire strumenti di lavoro utili alle scuole, agli studenti e alle famiglie, per affrontare con maggior serenità le tante sfide educative del presente».

Spiegano che i percorsi sono finalizzati a promuovere una cultura del rispetto reciproco e delle pari opportunità tra ragazze e ragazzi, donne e uomini: un lavoro educativo per eliminare le disuguaglianze sociali in termini di opportunità che ancora emergono prepotenti dai più recenti dati diffusi a livello locale, nazionale e internazionale e per agire in termini di prevenzione culturale. «Sulla base di statistiche recenti e in conformità con gli obiettivi tracciati dalle Nazioni Unite - precisano - i percorsi si concentrano su alcune principali tematiche: prevenzione alla violenza di genere e al bullismo, riflessioni sulla disparità di genere nel mercato del lavoro, guida a scelte formative che possano esprimere i talenti di ognuno, rappresentazione mediatica di uomini e donne». La palla passa adesso alla giunta provinciale ed in particolare a Bisesti e Segnana. Da giorni sul nostro sito sull’educazione alla relazione di genere un acceso dibattito: dite la vostra.

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