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Le autoscuole protestano:

«Centinaia di richieste

ma siamo ancora bloccati»

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Le autoscuole del Trentino chiedono al governo provinciale che «si attivi sia nei confronti di questo settore con misure di sostegno per impedire gravi ripercussioni economiche e occupazionali, sia nei confronti del governo nazionale, affinché il servizio pubblico che le autoscuole forniscono alla popolazione venga valorizzato e salvaguardato».

Siamo fortemente preoccupati per il futuro delle nostre aziende e del servizio che viene offerto ai cittadini. Riceviamo quotidianamente numerose richieste, telefonate, mail, messaggi, da parte di nostri utenti, ma purtroppo - si legge in una nota - non abbiamo risposte da dare, in quanto la nostra categoria ( codice Ateco 8553) non è stata inserita in nessun Dpcm.

Chiediamo alle autorità competenti possibili date certe sulla ripresa delle nostre attività. «Consapevoli della criticità della situazione che tutta la comunità sta vivendo, ma, al pari di altre categorie che hanno ripreso il lavoro o che lo riprenderanno, siamo pronti a presentare un protocollo di sicurezza, con procedure rigorose, sia per i corsi teorici, sia per le lezioni di guida, sia per gli esami», conclude la nota.

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