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«Il Governo non penalizzi

il settore idroelettrico»

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Centrale idroelettrica in costruzione in val Calamento (luglio 2014)

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Z. Sovilla

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1 minuto 54 secondi

Il senatore trentino Vittorio Fravezzi (Upt) chiede al ministro Federica Guidi di non cambiare i criteri per l’accesso agli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici. «Il Governo dovrebbe mantenete gli stessi criteri di priorità nella redazione della graduatoria per l’accesso agli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici, in particolar modo per gli impianti idroelettrici, previsti dal decreto ministeriale del 6 luglio 2012. Qualora si modificassero tali criteri, si colpirebbe soprattutto la nuova generazione da rinnovabili, che è la via più genuina di utilizzo delle fonti pulite, bloccando un settore che finora ha dimostrato di avere grandi opportunità di crescita anche occupazionale».

Lo richiede il senatore Fravezzi, che, sollecitato anche da molti operatori del settore delle energie rinnovabili, ha presentato una specifica interrogazione parlamentare ed inviato una missiva alla ministra per lo Sviluppo Economico Guidi per sensibilizzare il Governo su questo argomento. Il senatore tiene a ricordare che durante l’esame della legge di stabilità 2015 aveva presentato a tal riguardo uno specifico emendamento, mentre, alla Camera dei Deputati, era stato approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a valutare l’opportunità di adottare misure incentivanti per quegli impianti idroelettrici, già dotati di concessione che attualmente non rientrano nel contingente di potenza previsto, anche attraverso una migliore distribuzione degli attuali incentivi per le altre fonti rinnovabili.

«Molti imprenditori hanno riposto delle legittime aspettative nei bandi precedenti, convinti che sarebbero rientrati nei criteri di priorità fino ad oggi adottati e previsti dal decreto ministeriale del 6 luglio del 2012. Prevedere nel nuovo decreto, attualmente in fase di elaborazioni, criteri di priorità totalmente diversi, danneggerebbe pesantemente un settore, come l’idroelettrico, che  ha  dimostrato in questi anni di avere una ricaduta  assai positiva per il territorio ed è storicamente  molto importante  per  lo  sviluppo  del  tessuto industriale e sociale italiano. Sarebbe invece auspicabile - si legge nella lettera di Fravezzi al Ministro Guidi - che il nuovo decreto  tenesse in considerazione criteri di priorità per gli impianti idroelettrici che tendano a recuperare gli impianti già presenti nel registro IDRO_RG2014 – tabella C (cioè gli impianti in posizione tale da non rientrare nel contingente di potenza previsto) ma esclusi nella precedente graduatoria».

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