PHOTO
TRENTO. Sat ha presentato il documento programmatico 2026, con al centro il “Libro azzurro” dei rifugi, lo strumento che nei prossimi dodici mesi analizzerà la situazione idrica delle strutture alpine trentine, valutando disponibilità, consumi, sistemi di accumulo e soluzioni di smaltimento. L'obiettivo è orientare la gestione futura dei rifugi in un contesto ambientale sempre più fragile.Il presidente di Sat, Cristian Ferrari, ha spiegato: «Questo documento è costruito nell'anno che l'ONU dedica al volontariato per lo sviluppo sostenibile».
La sostenibilità, per Sat, passa anche attraverso la manutenzione quotidiana dei sentieri: 1.076 tracciati, 5.700 chilometri e oltre 3.300 ore di lavoro volontario ogni anno. «È un dono non indifferente, che ci permette di dire la nostra quando si parla di ambiente», rivendica Ferrari.Tra gli obiettivi del 2026 c'è il traguardo dei 30mila soci, ormai a un passo. «La forza di Sat dipende dalla partecipazione attiva dei soci: sono loro a permetterci di prenderci cura della montagna», ricorda Ferrari. Una cura che riguarda anche le trenta strutture ricettive in quota. «I rifugi ci consentono di parlare di turismo, anche quando qualcuno preferirebbe che non lo facessimo. Continueremo invece a farci sentire, anche quando risultiamo scomodi».
L'adattamento delle strutture ai nuovi scenari climatici è uno dei temi più urgenti: «Acqua ed energia non possono essere considerati garantiti».Il responsabile dei rifugi Roberto Bertoldi ha ricordato: «La prima regola è non sprecare l'acqua». Nei rifugi, ha spiegato, si lavora con sistemi di recupero e riduzione dei consumi, chiedendo il meno possibile all'ambiente. Il Libro azzurro servirà proprio a trasformare queste pratiche in una strategia organica.Accanto alla sostenibilità ambientale, il documento mette al centro l'inclusione e la dimensione sociale della montagna. Nel 2026 proseguiranno i progetti della Commissione Montagna per Tutti, con iniziative di montagnaterapia e attività accessibili nei rifugi. A settembre tornerà il raduno delle joëlette, le speciali carrozzine monoruota che permettono alle persone con disabilità motoria di percorrere sentieri.
«L'anno scorso hanno partecipato quattrocento persone», ha ricordato il presidente della Commissione, Sandro Carpineta. «La montagna ha un potere riabilitativo, educativo e sociale enorme». L'assessore comunale Alberto Pedrotti ha osservato: «Sat è capace di mantenere vivo il dibattito sul senso del limite con cui avvicinarsi alla montagna, un limite che riguarda non solo la preparazione individuale ma anche un turismo che, spinto dai social, tende a superare la capacità di carico degli ambienti alpini».Il ruolo dei partner privati resta importante. ITAS Mutua continuerà a sostenere la ricostruzione del rifugio Tonini e la realizzazione del nuovo sentiero tematico dedicato alla sostenibilità. Calze GM proseguirà con iniziative di volontariato d'impresa, La Sportiva completerà la Ferrata dell'Ideale e Dolomiti Energia accompagnerà i progetti dedicati all'efficienza energetica dei rifugi.
(nella foto, da sinistra, Cristian Ferrari con Sandro Carpineta e Roberto Bertoldi)


