ROVERETO. «I vigneti in alta quota? Nessun problema. Disboscare va bene, basta evitare rischi idrogeologici». A sottolinearlo è Giorgio Tecilla, architetto e per anni dirigente Umse Urbanistica della Provincia e membro dell’Osservatorio del paesaggio. Il dibattito partito da Brentonico - che la consigliera provinciale dei Verdi Lucia Coppola ha portato in piazza Dante per criticare la trasformazione di un faggeto in area viticola - ha aperto una discussione sulla trasformazione delle terre alte da foreste a zone agricole. É un passaggio negativo o va bene così? «Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il paesaggio è comunque oggetto a dei cambiamenti, non è affatto una cosa statica».
Intende dire che nel tempo è mutato di suo?
«Certo. Ci sono state trasformazioni eccezionali. Anche l’estensione del bosco è cambiata visto che ha invaso aree agricole abbandonate. In Vallagarina ci sono sempre stati terrazzamenti importanti che però si sono persi, addirittura la metà in cento anni. Si tratta di zone agricole che c’erano e poi sono scomparse».
In tanti, però, si lamentano di questa trasformazione da bosco a vigne. C’è qualcosa che potrebbe nuocere alla Natura?
«In linea generale, ripeto, ci sta che si disboschi per coltivare ma, chiaramente, con alcune avvertenze».
Quali?
«Come vengono trattati i suoli dal punto di vista morfologico? In caso di pendenze si deve capire se la trasformazione per uso agricolo è pesante per il terreno e se necessita di un’opera di sostegno per eliminare la pendenza. Così non va bene ed è uno dei problemi che si riscontrano quando trasformiamo un bosco in zona agricola».