Aria di rinnovamento al vertice dell'Ordine degli architetti. Molti dei consiglieri uscenti, tra cui la presidente Sonia Serafini e i due vice Ugo Bazzanella e Alessandro Franceschini, non possono ricandidarsi avendo già fatto parte del consiglio negli ultimi due mandati.
Venti i pretendenti ai dieci posti disponibili nella tornata elettorale in corso, che si concluderà giovedì se sarà raggiunto il quorum del 25% dei votanti.
Una volta eletti saranno i consiglieri a dividersi gli incarichi ed eleggere il presidente. Tra gli aspiranti c'è Marco Giovanazzi, tesoriere uscente, libero professionista e membro dell'osservatorio dei lavori pubblici all'interno del consiglio nazionale dell'ordine. È lui uno degli ispiratori del Manifesto architetti 2019, un documento che fotografa la situazione della categoria e le priorità nelle dinamiche di autogoverno. Una analisi condivisa da tutti i candidati che si presentano non a caso a titolo personale senza divisioni in liste contrapposte. Un nome emergente è quello di Alessia Tomasi, delegata di Inarcassa, la Cassa di previdenza per gli ingegneri e gli architetti.
Buone possibilità anche per Umberto Botti, già segretario e tesoriere dell'Ordine dal 2001 al 2011. Tra i nomi di spicco in lizza c'è quello di Maurizio Tomazzoni, attuale assessore all'urbanistica del Comune di Rovereto e presidente della sezione trentina dell'Istituto nazionale di urbanistica. Tra i venti candidati una è già eletta ancor prima del voto; Giada Pizzardi è infatti l'unica candidata della sezione B, quella degli architetti con laurea triennale.
L'elezione dell'organismo di autogoverno arriva in un momento complicato per una categoria colpita dalla crisi economica che ha decimato il mercato edilizio e con esso anche gli incarichi tecnici di progettazione. Il documento bacchetta gli enti pubblici locali per aver privilegiato l'ingaggio delle grandi archistar come Renzo Piano a scapito dei professionisti locali. Nonostante questo l'Ordine vuole comunque continuare ad essere interlocutore della pubblica amministrazione. «Vogliamo continuare - afferma il manifesto - la strada della promozione della qualità architettonica e della sensibilizzazione sia dei colleghi che degli enti pubblici e privati verso pratiche positive e obiettivi ambiziosi per rendere competitivo il nostro territorio anche attraverso l'architettura».
Questo l'elenco dei candidati: Umberto Botti, Anna Bruschetti, Alessia Buratti, Giuseppe Cavaleri, Alberto Cristofolini, Camilla Dandrea, Pietro Degiampietro, Giuliano Franceschi, Giorgia Gentilini, Marco Giovanazzi, Luca Pedrotti, Marco Piccolroaz, Loredana Ponticelli, Mattia Riccadonna, Sara Sbetti, Francesca Tita, Alessia Tomasi, Maurizio Tomazzoni, Rocco Zanoni e Giada Pizzardi (sezione B).

