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TRENTO. Le quattro Asuc (Amministrazioni separati degli Usi Civici) del Comune di Trento si sono trovate in una serata di confronti sui molti problemi specifici e di insieme, che vedono gli enti territoriali confrontarsi con il Municipio. E di carne al fuoco ce n’è tanta: dalla ristrutturazione del rifugio Campel, alla riapertura del Centro sportivo Trilacum, alla tassa Imis che il CVomune impone sui terreni del monte Bonbdone.
L’incontro si è svolto il 27 febbraio a Vigolo Baselga, con i Presidenti dei Comitati Asuc. Erano presenti per Vigolo Baselga Flavio Franceschini e altri componenti del comitato, per Sopramonte Ivan Broll, per Baselga del Bondone Silvano Baldessari, per Villamontagna Matteo Tomasi e per l’Associazione provinciale Asuc i membri Robert Brugger (Presidente) e Andrea Parisi con competenza per Trento, Cavedine e Vallagarina.
«Scopo generale dell’incontro – afferma l’Associazione – era creare rete per unire maggiormente le forze, e migliorare le modalità di collaborazione tra i vari comitati dei diversi domini collettivi presenti sul territorio e l’Associazione. Il comitato Asuc di Villamontagna, rinnovato il 19 novembre 2023, si presenta all’incontro dimostrando passione e forte motivazione e confermando la volontà di procedere nell’interesse della collettività anche per quanto riguarda la situazione del rifugio Campel».
Il Presidente del comitato Asuc di Sopramonte è ancora in fiduciosa attesa di vedere concretizzato l'accordo politico conseguito a fine 2023 con il Comune di Trento. Per l’Associazione provinciale l'intesa raggiunta conferma che il dialogo ed il rispetto dei ruoli rafforzano il rapporto e il legame che unisce, nell'interesse delle collettività, le Comunità, gli amministratori e gli enti che amministrano. «L’augurio è che l'accordo politico venga confermato da quello tecnico. Il Comitato dell'Associazione è di conseguenza a disposizione per ogni eventuale approfondimento, auspicando che tale collaborazione venga raggiunta con tutti i comitati Asuc presenti nel Comune di Trento» dice il presidente Brugger.
Altro tema affrontato è l'IMIS, che dal 2016 riguarda diversi domini collettivi dove l’Associazione cerca di essere parte attiva nel proporre e vedere confermata l’esenzione per i beni collettivi utilizzati ai fini istituzionali o affidati in concessione gratuita. Per capirci: anche le piste da sci del Bondone, gli impianti, persino le strutture dei maestri di sci.
«Considerato anche che la definizione “beni collettivi utilizzati ai fini istituzionali” non dovrebbe essere interpretata in modo restrittivo, considerando fini istituzionali solo quelli agro silvo pastorali, in quanto la legge 168/2017 ha ormai fatto chiarezza in merito, sottolineando la rilevanza dei domini collettivi quali formazioni sociali» afferma Brugger.
Il rapporto con i Comuni è un tema che riguarda almeno il 50% dei Presidenti Asuc, così come evidenziato in un recente sondaggio effettuato dall’Associazione provinciale. «Nel 2017 con la legge 168 si afferma il principio dell’autonomia delle proprietà collettive, le si riconosce come elementi di sviluppo sociale e locale e viene ulteriormente confermato il loro valore ambientale, culturale e paesaggistico.
Risulta quindi evidente il valore aggiunto che hanno i Comuni in cui si trovano proprietà collettive gestite con proprio comitato. Una consapevolezza che però non è ancora stata pienamente raggiunta e che ha bisogno di conoscenza e reciproco rispetto per poter arrivare ad una nuova prospettiva di convivenza in armonia con i valori, i bisogni e le aspettative delle collettività titolari di proprietà collettiva situate all’interno di confini amministrativi più recenti rispetto alle origini storiche dei domini collettivi».
Molte altre sono state le tematiche affrontate nel lungo incontro che si è concluso con il reciproco impegno a ritrovarsi e a programmare e realizzare assieme varie attività a favore della conoscenza, valorizzazione e difesa delle proprietà collettive, conclude Robert Brugger, Presidente dell’Associazione provinciale delle Asuc.


