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ARCO. Notte intensa per il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, impegnato in due distinti interventi tra la Valle del Sarca e la Val di Peio. Da una parte il recupero di due alpinisti tedeschi bloccati sulla Parete di San Paolo ad Arco, sfiniti dal caldo e dalla disidratazione; dall'altra l'assistenza a un ragazzo di 15 anni colto da mal di montagna nei pressi del rifugio Larcher al Cevedale.
Il primo intervento si è concluso intorno all'una di notte. I due climber tedeschi, un uomo del 1958 e una donna del 1961, stavano affrontando la via Sabina sulla Parete di San Paolo quando, poco oltre la metà del percorso e a soli due tiri dall'uscita, non sono più riusciti a proseguire. Intorno alle 20.45 hanno quindi chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112, spiegando di essere esausti e fortemente disidratati.
La Centrale Unica di Emergenza ha attivato la Stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino. Quattro tecnici hanno raggiunto a piedi la cengia di uscita di una via parallela e da lì si sono calati con una corda doppia di circa cinquanta metri fino ai due alpinisti. Dopo aver fornito loro acqua e averne verificato le condizioni di salute, li hanno assistiti nella risalita fino alla cengia e successivamente accompagnati lungo il sentiero di rientro fino a valle.
L'operazione si è svolta in condizioni particolarmente impegnative a causa delle temperature elevate, ma i due climber non hanno riportato conseguenze tali da rendere necessario il ricovero in ospedale.
Sempre nella stessa notte è entrata in azione anche la Stazione di Peio del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. Intorno alle 22 è arrivata la richiesta di aiuto per un ragazzo del 2011, residente in provincia di Mantova, che aveva accusato i sintomi del mal di montagna mentre si trovava insieme al padre al rifugio Larcher al Cevedale.
I soccorritori hanno raggiunto Malga Mare con il mezzo di servizio e hanno poi proseguito a piedi, andando incontro ai due escursionisti che nel frattempo avevano iniziato la discesa autonomamente. Dopo aver raggiunto il ragazzo, lo hanno accompagnato insieme al padre fino all'autovettura. Anche in questo caso non è stato necessario il trasporto in ospedale e l'intervento si è concluso poco dopo la mezzanotte.


