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BRENTONICO. La trasformazione paesaggistica che sta interessando l'Altopiano di Brentonico, derivante dai cambiamenti climatici e dall'abbattimento di alcune faggete a favore della messa a dimora di nuovi vigneti, spinge i cittadini ad interrogarsi sul senso comunitario. A chiedersi se il proprio territorio d'appartenenza sia oggi ascrivibile a quell'insieme di persone che hanno in comunione interessi, luoghi e un "dare-darsi" relazionale, è Quinto Canali, ex assessore alla cultura e all'istruzione e appassionato di storia e tradizioni.
«Brentonico è profondamente mutata - racconta - come lo era negli anni Novanta rispetto a trent'anni prima. Si è globalizzata, standardizzata e la sua economia rappresenta sempre meno fattori e attori locali: priva di Cassa Rurale, gli impianti sciistici passati alla Provincia di Trento, i terreni coltivabili via via acquistati dagli imprenditori del vino, attività commerciali e industriali con proprietà esterne». Determinante, in questo senso, la riscossa demografica dopo un secolo di costante spopolamento: 4.200 i residenti reali, ma ben 3.214 seconde case. «È diventato, il nostro, un territorio di conquista mosso da volontà e iniziative che esulano da quelle realmente paesane - aggiunge Canali - vivere il paese significa avere a cuore la cosa pubblica, ma la mancanza di amministratori formati e di momenti di confronto sociale allontana i cittadini».
Non tutti però sono della medesima opinione. «Il vero problema dell'Altopiano - evidenzia il sindaco Dante Dossi - è fare in modo che siano valorizzate e rese disponibili le tante seconde case oggi inutilizzate. Di fatto, i proprietari le abitano nel periodo estivo e invernale, in misura minore nei fine settimana. Il 50% di tali abitazioni si trova nell'area turistica fra Polsa, San Valentino e San Giacomo. Ciò non inficia la comunità che, grazie anche alle numerose associazioni e le loro attività ricreative, culturali, sportive e sociali, è ancora solida. Da un lato si mantengono le tradizioni e dall'altro la presenza dei turisti contribuisce positivamente a una "contaminazione" volta all'apertura al mondo più che a una perdita identitaria».
Secondo il primo cittadino, la varietà delle proposte promosse dagli oltre 40 gruppi associativi brentegani favorisce l'integrazione di nuovi residenti e turisti. Parimenti i corsi di italiano per stranieri organizzati dall'amministrazione, che consentono agli interessati di colloquiare e partecipare con maggiore serenità alla vita pubblica, in primis a scuola. L'area della Polsa, da sempre ambita nella stagione invernale, potrebbe però rischiare un dietrofront data la possibilità di un inverno senza neve.
«Intanto speriamo nevichi - auspica il sindaco Dossi - gli scorsi anni grazie all'innevamento artificiale la stagione invernale ha visto un notevole incremento di presenze di appassionati degli sport invernali. In Polsa come a San Giacomo e San Valentino, gli alberghi offrono la possibilità di usufruire di piscine e spa come in tutte le stazioni montane. Comunque, è possibile vivere la montagna invernale mediante camminate e la pratica di altri sport, senza dimenticare il paesaggio caratterizzato da un ambiente unico e benefico per la salute».
In ogni caso, l'apporto economico dei "villeggianti" delle seconde case è tutt'altro che indifferente: l'imposta immobiliare semplice (Imis) che l'ente pubblico incassa grazie ad esse è pari a 1.222.000 euro, entrata con cui il Comune copre le spese di funzionamento ordinarie in parte corrente del bilancio. Resta la carenza di appartamenti in affitto, alla quale neppure Brentonico è immune.
Per taluni una papabile opzione risolutiva potrebbe essere la metamorfosi dei centri turistici: fare di Polsa, San Giacomo e San Valentino delle frazioni comunali, munite di servizi pubblici.
«Al momento non c'è una richiesta specifica di interesse d'acquisto per fissare la residenza nelle seconde case dei centri turistici - specifica il sindaco Dossi - la richiesta di appartamenti ove risiedere è semmai presente a Brentonico centro, avendo negozi e servizi di mobilità adeguati. Nelle frazioni, specie a Prada, Saccone, Cornè e Cazzano, ci sono diverse seconde case sfitte tutto l'anno che sono in vendita o comunque non sul mercato degli affitti».


