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TRENTO. «Chiunque chiede di interloquire sarà ascoltato, anche se questi signori devo dire che hanno un'impostazione un po' aggressiva». Andrea Lazzaroni, presidente di Egato, il consorzio pubblico costituito da Provincia, Comunità di valle e Comuni per gestire a livello provinciale l'intero ciclo dei rifiuti ed esprimersi sull'opportunità o meno di realizzare un inceneritore in Trentino, conferma di aver ricevuto nei giorni scorsi una email da parte delle 18 associazioni ambientaliste che dicono «No all'inceneritore», rappresentate da Pietro Zanotti, con la quale viene chiesto a Egato di costituire un tavolo tecnico per valutare anche soluzioni alternative all'inceneritore.
Qualche giorno fa, infatti, gli ambientalisti avevano illustrato pubblicamente una loro proposta alternativa all'impianto voluto dalla Provincia e dieci volte meno costosa, che a loro dire permetterebbe l'autosufficienza del ciclo integrato dei rifiuti in Trentino con la realizzazione di due impianti per il recupero dei tessili e dei tessili sanitari che insieme rappresentano il 40% della produzione dei rifiuti e che oggi finiscono nell'indifferenziato. Affinché questa proposta possa essere presa in considerazione e valutata, gli ambientalisti hanno chiesto a Egato il confronto in un tavolo al quale una loro rappresentanza possa essere presente.
«La richiesta è arrivata - spiega Lazzaroni con una punta di disappunto per i toni e il metodo della missiva - e la sottoporrò all'esame del Cda e della prossima assemblea, dove sono rappresentati tutti i territori, perché non è una decisione che posso prendere da solo. Personalmente penso, però, che su questo tema sia bene ascoltare tutti quelli che hanno qualcosa da proporre: meglio una voce in più che una in meno. Io poi non sono come queste associazioni che hanno già una loro idea. Noi siamo qui per capire se è fattibile o meno un impianto».
Il presidente Lazzaroni, aggiunge che certamente Egato prenderà in considerazione anche le richieste e le posizioni di altri come, ad esempio, l'Ordine dei medici o le Acli, che già hanno fatto sentire la loro voce sul tema inceneritore evidenziando le preoccupazioni dal punto di vista ambientale e della salute dei cittadini.
«Per quanto riguarda l'impianto finale - sottolinea il presidente di Egato - noi inizieremo a fare dei ragionamenti partendo dal quinto aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti e dall'Addendum del 2023 sulle soluzioni impiantistiche. Per noi questi sono i testi sacri da cui partire per approfondire tutti gli aspetti, come l'economicità della cosa, insieme alla relazione sull'impianto per la chiusura del ciclo che ci è stata consegnata all'ultima riunione dell'assemblea dall'assessora provinciale Zanotelli». Lazzaroni fa capire però fin d'ora che i tempi per arrivare a una decisione saranno ancora lunghi. Per una presa di posizione di Egato sull'inceneritore, infatti, si dovrà attendere addirittura l'anno prossimo.
«Noi - spiega il presidente - abbiamo concordato di riunire l'assemblea una volta al mese. Ma prima di ogni decisione Egato per essere operativo e deliberante deve approvare il suo Statuto e penso che questo riusciremo a farlo entro la prossima primavera 2027. Solo una volta approvato lo Statuto potremo presentate la nostra proposta alla Provincia sulla chiusura del ciclo dei rifiuti. Quindi abbiamo tutto il tempo per prendere coscienza delle tante possibilità e potremo ascoltare anche le voci delle associazioni».
Lo Statuto di Egato dovrà definire l'organizzazione e le funzioni dell'ente, compresa la delicata questione dei sub-ambiti per la raccolta dei rifiuti.


