TRENTO. Fenalt ha aperto una vertenza nei confronti del Comune di Trento sul mancato riconoscimento dei rimborsi chilometrici agli operai chiamati a intervenire in reperibilità fuori dall'orario di lavoro utilizzando il proprio mezzo privato. Il sindacato ha depositato un'istanza di conciliazione al Servizio Lavoro della Provincia e, in caso di esito negativo, annuncia il ricorso al tribunale.

Secondo il segretario generale Maurizio Valentinotti, per anni gli operai comunali hanno raggiunto le emergenze sul territorio con la propria automobile, sostenendo personalmente i costi di carburante e usura del veicolo. «Quando c'è una tubatura rotta, una strada interrotta o un'emergenza che mette a rischio la sicurezza dei cittadini, gli operai intervengono a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non è accettabile che debbano rimetterci di tasca propria», afferma.

Il sindacato contesta la posizione mantenuta finora dall'amministrazione comunale, che avrebbe negato i rimborsi sostenendo l'assenza di una specifica previsione nel precedente contratto. Per Fenalt, invece, il rimborso ha natura risarcitoria e non rappresenta un beneficio economico aggiuntivo.

La sigla sindacale ricorda che il 12 gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova disposizione dell'accordo di settore dei Comuni, proposta dalla stessa Fenalt, che disciplina espressamente il diritto al rimborso chilometrico. Secondo Maurizio Valentinotti, la norma avrebbe soltanto chiarito un diritto già esistente, ponendo fine alle interpretazioni restrittive.

Per questo il sindacato chiede il pagamento degli arretrati maturati tra il 2021 e il 2025, comprensivi di interessi e spese di vertenza, a favore degli operai interessati.

Fenalt evidenzia inoltre una disparità di trattamento rispetto ad altri enti del territorio, sostenendo che la Provincia autonoma di Trento e la maggior parte dei Comuni trentini riconoscano da tempo questi rimborsi. «Ci aspettiamo una soluzione al tavolo di conciliazione. Se il Comune dovesse rifiutare un accordo, procederemo con un'azione legale», conclude Maurizio Valentinotti.