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La grande danza del CID

e le prime anticipazioni

su Oriente Occidente 2020

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La presentazione della stagione 2019/2020 del Cid, il Centro Internazionale della Danza di Rovereto, è stata l’occasione per svelare alcune anticipazioni del festival Oriente Occidente - che soffierà quest’anno su ben 40 candeline -, ma anche per fare il punto su una realtà plurale e pronta a nuove sfide. 

«La nostra ambizione - ha spiegato il direttore artistico Lanfranco Cis - è quella di diventare una Casa della danza, in grado di condurre un’attività continuativa che vada ben oltre la durata del festival e di valorizzare degli spazi, forniti dal Comune in comodato». Un obiettivo su cui, insieme al presidente Paolo Baldessari e allo staff, si sta lavorando da tempo in diverse direzioni.
La prima è l’attivazione di workshop formativi per coreografi e giovani danzatori, che vedrà alternarsi, nella Città della Quercia, da ottobre a maggio, grandi nomi delle più riconosciute compagnie del mondo. Il 23 e 24 novembre al Cid tornerà il danzatore trentino Riccardo Meneghini, allievo di Carolyn Carlson, seguìto da Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino, con un laboratorio di danza inclusiva; Raffaella Giordano, danzatrice e coreografa torinese che ha trascorso diversi anni al Tanztheater Wuppertal di Pina Baush e successivamente fondato lo storico collettivo Sosta Palmizi; Giacomo Todeschi e Pablo Girolami, Adriana Borriello, Ariella Vidach e Claudio Prati, Fabian Tomé, Michal Mualem, Marcos Morau, rivelazione della danza contemporanea europea; Laura Aris, Kaori Ito, David Kern, Marta Coronaldo e per finire la Faso Dance Theatre. Una proposta di alta formazione (curata e illustrata da Gloria Stedile e Anna Consolati), che intende avviare i più talentuosi sulla strada del professionismo, con un occhio di riguardo agli studenti del Liceo Coreutico di Trento, a cui sono rivolte speciali agevolazioni.
Una scelta che muove dalla volontà di aprirsi il più possibile al territorio, nel tentativo di stabilire un rapporto solido e duraturo, nell’ottica di una larga partecipazione della collettività alle proposte artistiche e di una valorizzazione delle risorse locali. Esemplare in tal senso l’evento Balla con me!, che si terrà il 1° dicembre, a ridosso della «Giornata internazionale delle persone con disabilità» (3 dicembre). Un invito alla danza e alla condivisione - firmato dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni - che prenderà il via alle 17 nelle sale del Cid. Poco prima, tra le sale del Mart, un momento di condivisione e incontro con il pubblico, a conclusione del workshop di danza inclusiva tenuto nei giorni precedenti. Convinto della validità della proposta, l’assessore comunale Mauro Previdi, che pur ammettendo una difficoltà a finanziare l’iniziativa a causa - ha sostenuto - della domanda pervenuta fuori tempo massimo, ha ventilato la possibilità di un contributo straordinario, per un’iniziativa che si muove sulla strada di una reale inclusività.
Parola, questa, pregna di valenze e significati e che contempla anche la molteplicità di soggetti invitati a collaborare - dal Comune alla Comunità di valle -, preziosi nell’intercettare e individuare fasce di pubblico sempre più ampie, a partire dai «nuovi cittadini».
Rientra in questo discorso il progetto «Crossroads», curato dal coreografo Luca Silvestrini e dalla sua Protein Dance Company. Si tratta della prima anticipazione dell’edizione 2020 del Festival, che vedrà esibirsi su uno dei suoi palchi «cittadini e amatori, giovani e anziani, genitori e figli, adulti e bambini, nuovi e vecchi cittadini», ovvero i partecipanti al laboratorio che si terrà in primavera e che culminerà con uno spettacolo fatto con le loro storie personali.
Altra anticipazione, la collaborazione come artisti associati al Festival di due importanti nomi dell’arte di Tersicore: Luna Cenere, artista ormai riconosciuta nel panorama nazionale, che trascorrerà al Cid alcuni periodi di residenza, e il coreografo catalano Marcos Morau. I loro nuovi lavori, co-produzioni Oriente Occidente, impreziosiranno un’edizione davvero speciale.

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