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Martino Martini ci riporta in Cina

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Ruota intorno al rapporto culturale tra Italia e Cina lo spettacolo «Così lontana così vi...Cina», un lavoro inserito nel progetto «Sins - La scuola in scena», nato dalle intuizioni e dalla collaborazione tra il professor Mauro Nicolodi e l’attore e regista del Teatro d’Acqua Dolce Gabriele Penner. Obiettivo, veicolare agli studenti (in particolare della scuola secondaria di primo grado) i contenuti didattici attraverso una modalità più ludica e accattivante, quella del teatro, secondo il principio oraziano del miscere utile dulci.

A prendere forma, negli anni scorsi, proposte che hanno attraversato temi come la peste del Trecento, il feudalesimo, l’età comunale, il Concilio di Trento, la Controriforma, le guerre mondiali, l’antisemitismo. Spettacoli che hanno convinto studenti e docenti, se si considera che l’ultima edizione ha registrato 1.600 presenze. Numeri destinati a crescere (quest’anno ne sono previste 2.000), grazie anche al sostegno offerto dal Servizio attività culturali della Provincia e al patrocinio di Comune di Trento e del Centro Studi Martino Martini di Trento.
È proprio il gesuita, geografo e storico trentino tra i protagonisti dello spettacolo che andrà in scena in quattro repliche a Rovereto (11 novembre), Trento (14 novembre), Arco (18 novembre) e Borgo Valsugana (19 novembre).

«Si tratta di un personaggio ancora da scoprire - ha affermato Riccardo Zandonini, presidente del Centro Studi Martino Martini -. Ma d’altra parte anche la conoscenza della Cina, inficiata da miti, pregiudizi, giudizi sommari, è ancora agli inizi». Accanto a Martini, autore, nel Seicento, del Novus Atlas Sinensis - un atlante della Cina, divenuto riferimento per secoli per i viaggiatori europei in Oriente - nonché di una grammatica del cinese e del cinese mandarino, altri due personaggi: Marco Polo e Hua Mulan, noto per il film di animazione Disney.

Una lezione-spettacolo rivolta agli studenti, ma anche alla cittadinanza, con due repliche in orario serale (ore 20.45): a Rovereto l’11 novembre, al Teatro Santa Maria, e a Trento il 14 novembre al teatro San Marco, entrambe ad ingresso gratuito.

Sarà l’occasione per aggiungere tessere fondamentali al mosaico multiforme di questo Paese immenso, a settant’anni dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese, lontani dagli stereotipi che vogliono i cinesi «relegati a ristoranti e ai bazar», come hanno spiegato gli ideatori del progetto. Ma anche uno stimolo per pensare, come ha affermato Corrado Bungaro, assessore alla cultura del Comune di Trento, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, a nuove modalità di coinvolgimento della comunità cinese all’interno della realtà locale, attraverso proposte atte ad favorirne la partecipazione alla vita culturale della città.

Un progetto destinato ad ampliarsi, come dimostrano le repliche, previste nel 2020, nelle province di Verona, Vicenza, Bergamo e Como e a modificarsi, come ha sottolineato l’autore del testo, Mauro Nicolodi, che ha invitato i docenti a formulare proposte e a collaborare per individuare nuovi temi e argomenti da trasferire sulla scena.

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