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Pestilenze, epidemie e medicina

nel Trentino del passato:

Il podcast "Libera Nos"

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Da oggi c’è una novità per tutti i nostri lettori, costretti a casa per le restrizioni anti-Covid: qui sotto troverete il nuovo podcast a puntate intitolato “Libera Nos”.
Si tratta di quindici brevi puntate - ognuna dura 7 minuti - che potrete ascoltare, scaricare e riascoltare quando volete anche nei prossimi giorni. Curate da Gigi Zoppello, narrano secoli di storia del Trentino attraverso le numerose epidemie e pandemie che si sono succedute nella storia.
 
Ecco quindi racconti, cronache e aneddoti delle grandi pestilenze (del Trecento, del Cinquecento e del Seicento), ma anche storia dalle epidemie di morbillo (una sola fece 500 vittime in pochi giorni fra i bambini di Trento), a quelle non meno devastanti di tifo, vaiolo e colera. Fino alle virosi del Novecento: la spagnola, l’asiatica e l’aviaria.
Il grande racconto delle epidemie in Trentino è frutto del compendio di molti libri e pubblicazioni del passato: su documenti originali citati da Elio Fox, Alberto Folgheraiter, Aldo Bertoluzza, padre Frumenzio Ghetta, Giangrisostomo Tovazzi, Francesco Ambrosi e tanti altri.
 
Una cavalcata nella storia locale che ci consegna anche interessanti similitudini: già nel 1300, con l’arrivo della peste, i cronisti del tempo registrano che le famiglie ricche fuggono “nelle lor ville in montagna”. Così come nel 1500 i padri conciliari - vescovi, cardinali e legati papali - se la danno a gambe levate al primo segnale di morbo (che non era peste, si scoprì dopo, ma “petecchia”). Tanto che la città di Trento li denuncerà per calunnia, e vincerà la causa.
 
Ancora: già nel 1500 - al primo contagiato delle  Androne di Borgo Nuovo - viene ordinato il «lockdown» con sanzioni per chi lascia la casa e va in giro. Non solo: esistevano già allora le «autocertificazioni», ovvero foglietti detti “patente di sanità” per chi era autorizzato a spostarsi.
 
Non vi stupirà che - allora come oggi - venissero immediatamente vietati i balli, i mercati, gli assembramenti. Oppure che - accade sempre nel Cinquecento - si vietino le messe mnelle chiese troppo piccole, ma rimangano le celebrazioni in quelle grandi dove è possibile il «distanziamento» dei fedeli.
 
Infine, come in ogni epidemia, ecco le fake news: riguardano miracolosi rimedi, voci sugli untori, origini del male. Pettegolezzi infondati che - dicono i Consoli di Trento nel 1530 - «fanno più danno del male».
 
Da oggi, tutti i giorni, una nuova puntata del podcast: «Libera Nos» è gratis. Ascoltala qui:
 
 
 
 
 
 
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