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Cataldo: porto Montale in musica, elettronica e versi perché la poesia è rock

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Adriano Cataldo, Electro Montale

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foto Valeria Ferraretto/ Trento Poetry Slam

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Vestire la poesia di musica, in questo caso elettronica: «Poesia d’inappartenenza», Incespicare, e Spesso il male di vivere ho incontrato. Sono queste alcune delle poesie di Eugenio Montale vestite di musica elettronica nel nuovo progetto Electro Montale. L’idea è di Adriano Cataldo e nasce dal duplice intento di dare alla poesia una veste più popolare e alla musica elettronica una veste letteraria. «Electro Montale – racconta Cataldo – permette da un lato ai non appassionati di poesia di avvicinarsi alla poetica di Montale in modo nuovo rispetto a quanto probabilmente letto e sentito a scuola. Dall’altro lato riesce a fare vedere agli appassionati di poesia come sia possibile diffonderla a un pubblico diverso, senza snaturarne la portata letteraria».

 

L’idea è nata durante i mesi più duri del confinamento dovuto alla pandemia del coronavirus: «Avevo molto tempo libero e, mentre creavo una rubrica radiofonica sulla poesia, mi è venuta l’illuminazione. Ho amato i testi di Montale dai tempi della scuola e ancora oggi lo ritengo una fonte d’ispirazione per i miei scritti. Sarebbe interessante sapere cosa Montale penserebbe di questo tributo. Credo che probabilmente ne sarebbe inorridito, considerata la sua passione e competenza per la musica classica: era infatti anche critico musicale e aveva competenze come baritono».

 

Cataldo, che ha suonato in passato il basso elettrico in diversi gruppi musicali. ha creato così quello che ama definire come un progetto artistico “da cameretta”: «Le basi musicali sono state realizzate usando programmi di produzione online e le registrazioni sono state effettuate in casa attraverso un microfono usb ed un brano, “Chissà se un giorno butteremo le maschere”, che è nato dalla collaborazione con Raffaele Di Lorenzo, musicista di Parma». Per i primi brani targati Electro Montale, ovvero «Poesia d’inappartenenza», «Incespicare», «Spesso il male di vivere ho incontrato» e «Chissà se un giorno butteremo le maschere», sono stati realizzati dei video amatoriali visibili su YouTube mentre alcuni pezzi sono presenti solo in versione audio su Soundcloud: si tratta di «Ho sceso dandoti il braccio», «Meriggiare pallido e assorto» e «Non chiederci la parola».

 

Vista la curiosità con la quale è stato accolto Electro Montale, Cataldo vuole realizzare un Ep con questi brani da diffondere anche nelle scuole. Originario del Cilento, nato nella Repubblica Federale Tedesca, ma da anni residente a Trento, città dove si è laureato in Sociologia, Adriano Cataldo è impegnato nell’organizzazione di reading ed eventi di promozione della poesia in Trentino e Campania, partecipando alle attività del Trento Poetry Slam e dell’ Università Popolare del Cilento. Alle sue spalle la pubblicazione di una raccolta «Liste Bloccate» del 2018 e due autoproduzioni: «Amore, morte e altre cose compostabili» e «Come poter dire alla fine» senza dimenticare che ha creato il movimento «Breveintonso» di cui ha curato la pubblicazione della raccolta «Poesie il cui titolo è più lungo della poesia stessa» ed è stato tra gli autori de «La Trento che vorrei».

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