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Musica: tornano i Sonhora

«non solo una teen band»

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«Quello che stiamo cominciando è un progetto a lungo termine». È l’impegno dei Sonohra, al secolo Luca e Diego Fainello, che venerdì 14 dicembre tornano in scena con un nuovo album, totalmente autoprodotto, che per loro segna un nuovo corso.
Il lavoro da studio, con la sua scaletta composta da dieci brani, da «Vivi ogni attimo come fosse l’ultimo» a «Un soffio d’aria nuova», passando per «Da che parte è il tuo destino», e tutti gli altri, compreso quello che dà il titolo al lavoro al completo e che è dedicato al padre scomparso lo scorso anno, arriva a dieci anni dall’esordio discografico dei Sonohra con «Liberi da sempre», così come dalla vittoria nella categoria Giovani del Festival di Sanremo.

«La vittoria di Sanremo - spiegano i due - ci ha dato molta visibilità e la possibilità di portare la nostra musica anche fuori dall’Italia. Adesso, però, vogliamo scrollarci di dosso l’etichetta di teen band che non ci rappresenta. Prima di Sanremo suonavamo nei locali, per un pubblico adulto ed è questa la nostra dimensione reale».

«L’ultimo grande eroe» è anche la prima tappa di un percorso realizzato completamente in proprio e che proseguirà già il prossimo anno con la pubblicazione di un nuovo album. «Questo disco e le cose che arriveranno a breve - hanno spiegato i Sonohra - sono il frutto di due anni di sperimentazione e ricerca. L’autoproduzione ci permette di inserirci in una dimensione più cantautorale, nella quale fino ad oggi siamo riusciti ad entrare solo marginalmente».
Fino alla prossima primavera i Sonohra saranno poi ancora impegnati con un tour in giro per l’Italia, che si concluderà il 27 aprile al The Brothers di Grezzana, in provincia di Verona.

Sul palco, il progetto live che sarà anche il punto di partenza per il prossimo disco. «Vogliamo farci conoscere per quello che siamo - hanno spiegato i fratelli Luca e Diego - sia dal punto di vista della scrittura che della musica. Siamo entrambi molto riservati, ma ci stiamo lavorando sopra. Questo disco è nato a casa nostra, nel nostro soggiorno, nel nostro giardino, di giorno e di notte. È noi, anche se non ancora completamente noi».

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