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Lanzinger lascia il Muse per un mese: "motivi personali", e la giunta lo sostituisce

Michele Lanzinger, Dario Franceschini, Muse, museo
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Michele Lanzinger, Dario Franceschini, Muse, museo

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Michele Lanzinger, direttore del Muse, sarà sostituito fino al 22 febbraio per motivi personali che gli impediscono di svolgere la propria attività al museo. La sua richiesta di venire quindi temporaneamente sollevato dall’incarico per potersi riprendere e tornare al proprio lavoro alla fine del mese prossimo.
La giunta ha così deciso, nell’ultima seduta di venerdì, di assegnare le sue funzioni fino al 22 del mese prossimo al direttore amministrativo Massimo Eder.

La richiesta formalmente è stata fatta alla giunta dal presidente del Muse, Stefano Zecchi, motivata dal fatto che Lanzinger si deve assentare per oltre 30 giorni dal proprio posto di lavoro. E visto che per quel tipo di compiti non è prevista una soluzione come il lavoro agile, ecco la scelta di un sostituto per non bloccare il Muse.

Questi i fatti. Ma non sfugge che Lanzinger lascia il Muse ("per motivi personali") poco dopo il duro attacco del presidente Zecchi, che lo aveva pubblicamente accusato per la gestione del personale. Senza parlare dello scontro frontale sulla costruzione del "planetario" davanti al palazzo delle Albere, che lo aveva contrapposto a Vittorio Sgarbi.

Ora la sostituzione temporanea, aprendo un inedito scenario: il direttore che negli anni ha portato il Museo delle Scienze di Trento ad un successo di portata nazionale, si fa da parte. E il presidente-filosofo nominato dal centrodestra è oggi più forte.

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