TRENTO. Continuerà almeno fino a martedì l'ondata di calore che sta mettendo in ginocchio gran parte d'Europa, con temperature estreme anche fino a 10 gradi superiori alla media di riferimento.

E gli effetti «pesanti» del cambiamento climatico toccano anche il Trentino che vede anche oggi (e fino all'inizio della prossima settimana) il persistere dell'allerta gialla diramata dalla Protezione Civile, la quale annuncia un ulteriore incremento termico atteso proprio durante il ponte di San Vigilio.

Le temperature registrate nelle ultime ore confermano infatti l'intensità dell'anticiclone. Nella giornata di mercoledì si sono toccati i 34 °C a Trento Roncafort, i 35 °C a Trento (Liceo Galilei) e il picco di 37,1 °C a Rovereto. Ieri mattina le minime sono risultate in sensibile aumento, con ben 22,8 °C a Trento Roncafort, concretizzando per molte località a bassa quota la spiacevole esperienza di una vera e propria notte tropicale.

Tornando alle massime e analizzando i dati della stazione di Trento Laste dal 1921 a oggi, il record storico assoluto appartiene al 5 luglio 1952 con 40,4 °C ma in giugno picchi così estremi sono rari: solo nel 1935 e nel 2019 si sono superati infatti i 38 °C, condizione che potrebbe ripetersi proprio tra questa domenica e lunedì.Nel frattempo sicuramente tra oggi e fino a sabato, come comunicato dalla Protezione Civile, è previsto un ulteriore aumento delle temperature massime, che potrebbe portare con sé anche il suo naturale contraltare: rovesci e temporali locali, anche intensi.

Nelle ore più calde i fenomeni si svilupperanno più facilmente in prossimità dei rilievi, mentre la sera e la notte potranno interessare i fondovalle. Da martedì infine (e finalmente) l'alta pressione dovrebbe cedere portando un calo termico ma anche il rischio di temporali intensi e possibili grandinate. A causa del vento debole in quota, comunica la Protezione Civile, i nuclei temporaleschi tenderanno a muoversi molto lentamente o a risultare quasi stazionari.

Ciò potrebbe concentrare grandi quantitativi di pioggia in zone ristrette. Data la natura di questi fenomeni, non è però possibile stabilirne a priori l'esatta localizzazione.In attesa del «refrigerio» il nodo caldo però continua a farsi sentire in Trentino spingendo ieri l'Azienda Sanitaria a diramare una circolare interna per gli ospedali del territorio con alcune linee guida specifiche: dalla chiusura delle finestre alla regolamentazione dei termostati.

A preoccupare è anche però la situazione dei più di 100 asili nidi, e 130 scuole dell'infanzia (per un totale di circa 16mila bambini) aperte fino al 30 luglio. Come ha sottolineato la consigliera provinciale del Pd Michela Calzà con un'interrogazione «in molte strutture, visti i picchi di calore, la permanenza dei bambini si svolge quasi interamente all'interno, in aule, che, senza climatizzazione rendono difficile l'organizzazione e lo svolgimento di attività». Erano state infatti 26 le domande presentate a novembre per l'installazione di impianti nelle sedi scolastiche dell'infanzia (tutte ammesse a finanziamento) ma non è noto quanti dispositivi siano effettivamente in funzione.