TRENTO. A Villazzano i cittadini più ricchi sul territorio del comune di Trento, nella circoscrizione di Gardolo invece quelli con il reddito medio annuo più basso: 34.258 euro contro 22.781. Ed anche per quanto riguarda i redditi imponibili medi famigliari, è sempre la collina est a farla da padrone con Villazzano che tocca quota 60.744 euro, Povo i 54.356 euro ed infine la circoscrizione Argentario, con un valore di 53.459 euro (anche se in questo caso la variazione rispetto all'anno precedente ha registrato un calo del 3%).

Valori che si abbassano decisamente considerando Sardagna, con un reddito medio famigliare di 43.460 euro, la zona Centro storico-Piedicastello ferma a 41.912 euro ed infine la già citata area di Gardolo, dove il valore è fanalino di coda e pari a circa 38mila euro. Nel mezzo le altre circoscrizioni, in linea con il reddito medio individuale su tutto il territorio comunale di circa 28 mila euro.

È il quadro disegnato dal Comune di Trento dall'analisi dei redditi dei cittadini del capoluogo e dintorni, in riferimento all'anno d'imposta 2023. Certo, si potrebbe pensare che i dati di due anni fa non siano affidabili o quantomeno possano aver subito cambiamenti fino ad ora, ma è difficile pensare che, per quanto probabilmente essi si siano verificati, questi ultimi possano aver stravolto la situazione.

Quindi, ecco lo scenario generale: sono stati considerati in tutto 85.276 dichiaranti, per un reddito imponibile totale pari a 2,385 miliardi di euro ed un'imposta netta pagata che si è attestata a 491,3 milioni di euro. Il reddito imponibile medio per ogni contribuente si è fermato come accennato a poco meno di 28mila euro, con poco più di 5.700 euro di Irpef media pagata.

La fascia d'età con il maggior numero di contribuenti è risultata essere quella tra i 55 ed i 59 anni, suddivisa quasi equamente con 4.051 maschi e 4.081 femmine. Poi, nel dettaglio: il 40% dei dichiaranti ha comunicato un reddito imponibile inferiore ai 20.000 euro, mentre di contro sono appena 1.959 coloro che sono rientrati nella fascia oltre i 100mila euro.

Il maggior numero di dichiaranti si è invece attestato tra i 20 ed i 25 mila euro, cioè il 14,6% e dunque 12.441 persone. Spicca inoltre il sempre discusso divario di genere in termini salariali: basti pensare che il reddito imponibile medio maschile, pari a 33.626 euro, supera di parecchio i 22.479 dichiarati invece dalle donne, con un differenziale percentuale pari addirittura al 49,6%.

In tutte le fasce d'età i valori medi femminili - prosegue il lungo e dettagliato report - sono inferiori a quelli maschili, in particolare oltre i 65 anni.

Focus poi sui dichiaranti stranieri, l'8,5% nel 2023: per quest'ultima categoria, il divario economico pesa come un macigno considerato che solo tra i giovanissimi (fino ai 24 anni) il reddito medio degli italiani è inferiore a quello della componente straniera, mentre in tutti gli altri casi la forbice si allarga fino ad ampliarsi al massimo oltre i 60 anni d'età, da poco più di 30mila euro contro qualcosa in più di 10mila.

Rispetto infine alle famiglie, il 36,8% delle contribuenti sono unipersonali (18.780 con una dichiarazione media di 28.500 euro), mentre per quanto riguarda le famiglie composte da due persone (14.346 in tutto) il reddito medio pro capite è di 24.199 euro.

Anche all'interno delle famiglie unipersonali pesa la disparità di genere: 10.236 sono le donne sole con un reddito medio di 25.405 euro, mentre sono 8.544 gli uomini soli che presentano un reddito medio di 32.228 euro.