TRENTO. Anche in Trentino cresce la flat tax sulle mance, nel settore del turismo e della ristorazione. Non come in Alto Adige, va detto, ma comunque più della media nazionale. Ma quanto pesano, le mance, nelle buste paga dei dipendenti? Meno che altrove, per la verità: in media 790 euro all'anno a persona.

Ad evidenzialo lo studio elaborato da Caf Acli per il Sole 24 ore, che ha studiato la nuova misura fiscale. Misura che peraltro sta prendendo piede anche nel resto d'Italia.Di cosa si sta parlando? Il Governo un paio d'anni fa ha introdotto una misura, per permettere di dare ai lavoratori del settore del turismo e della ristorazione le mance, in busta paga. Mancia che, ormai, non è più il vecchio barattolo sul bancone, dove far cadere le monetine di resto, ma sempre più spesso è una cifra indicata sullo scontrino, e pagata con carta di credito. L'obiettivo era quello di dare ai lavoratori le mance, senza penalizzarli troppo dal punto di vista fiscale.

Il Governo aveva messo in campo la flat tax: una tassazione al 5%,quindi molto meno penalizzante di quel che sarebbe stato inserire le mance nello stipendio. Per avere il beneficio si deve percepire un reddito da lavoro dipendente fino a 75 mila euro l'anno ed è necessario comunque che le mance non superino il 30% del reddito percepito, per non creare storture nelle dinamiche di reddito facilmente immaginabili. Bene, dal 2023 ad oggi, quando la misura è entrata in vigore, com'è andata? Ha provato a valutarlo, numeri alla mano, il Caf Acli, per il Sole24Ore, studiando le denunce dei redditi 2025. Il risultato è che, pur con numeri ancora piccoli, cresce tutto: sia il numero di beneficiari, sia le cifre di cui possono godere.In Trentino, come detto, delle denunce dei redditi ha spuntato la voce mance lo 0,49% dei contribuenti.

Quanto alle mance effettive, l'importo medio annuale è di 790 euro, comunque in crescita sensibile (+211 euro). Cifre più alte in Alto Adige, che è il territorio in cui più la flat tax sulle mance ha preso piede: il 3,69% dei contribuenti ne beneficia (tra l'altro con un aumento dell'1,54% rispetto al 2023). Quanto all'importo, invece, sembra più contenuto a nord di Salorno di quanto non sia a sud: 701 euro all'anno, comunque in aumento (+197 euro rispetto al 2024).Nel resto d'Italia, la media è di 0,53% di contribuenti (che significa oltre 100 mila beneficiari), per una media di 1.087 euro l'anno, in crescita di 144 euro sul 2024. Ma dove conviene di più fare il barista o il cameriere, dal punto di vista delle mance, per lo meno di quelle dichiarate? In Lombardia (1.547 euro l'anno, di fatto stabili rispetto al 2024), ma anche Abruzzo (1.131 euro), Friuli Venezia Giulia (1.050 euro), Lazio (1.035 euro), Liguria (1.022 euro) e Molise (1.017 euro l'anno).

È evidente che l'aumento dell'uso della flat tax viene visto con un certo favore dalle imprese del settore, perché in un periodo in cui si discute di stipendi che perdono potere d'acquisto, e in particolare di buste paga che nel terziario sono più leggere, rispetto al mondo dell'industria o dei servizi, garantire mance detassate (o tassate solamente al 5%) resta un modo per rendere un po' più attrattivo il lavoro, in un settore che per tanti motivi fa sempre più fatica a trovare collaboratori e a tenerli in servizio.