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TRENTO. È stato firmato il rinnovo del contratto integrativo provinciale del turismo che riguarda in Trentino oltre 30mila addetti, tra personale fisso e stagionale. L’intesa è stata sottoscritta da Filcams, Fisascat e Uiltucs per la parte sindacale e da Associazione Albergatori, Pubblici esercizi, Ristoratori, Confcommercio, Confesercenti, Faita, Fiavet e Fiepet per la parte datoriale.
Il punto principale è l’aumento in busta paga: 100 euro mensili fissi uguali per tutti i livelli, per il triennio 1° febbraio 2026 – 31 gennaio 2029, per una massa salariale complessiva di 3.920 euro. L’incremento sarà erogato in due tranche: 80 euro da febbraio 2026 e 20 euro da febbraio 2027. La somma si aggiunge all’aumento di 50 euro definito nel precedente rinnovo.
Accanto alla parte economica, l’accordo interviene su formazione e qualità del lavoro. È prevista una Commissione di conciliazione a supporto della gestione delle vertenze, il rafforzamento degli enti bilaterali e l’ipotesi di un “bollino” per certificare le imprese che applicano i contratti nazionali firmati dalle sigle maggiormente rappresentative, con l’obiettivo di contrastare il dumping contrattuale. Confermate anche misure come banca ore e ferie solidali su base volontaria, oltre ai versamenti per sanità integrativa, previdenza complementare e contributo per gli stagionali.
Particolare attenzione è dedicata proprio ai lavoratori stagionali, che rappresentano oltre metà della forza lavoro: l’obiettivo condiviso è costruire e rafforzare percorsi formativi nei periodi di non occupazione, così da aumentare competenze e fidelizzazione.
I sindacati hanno parlato di un accordo che sostiene il potere d’acquisto. Le associazioni datoriali hanno sottolineato il valore strategico dell’intesa per stabilità, attrattività del lavoro nel turismo e competitività del sistema trentino, pur indicando – in questo i sindacati la pensano allo stesso modo – tra i nodi ancora aperti la questione abitativa.


