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TRENTO. Casa, salari, produttività e costo della vita. Sono questi i temi che hanno dominato la seconda parte della conferenza di informazione promossa in Consiglio provinciale per analizzare le difficoltà economiche che interessano il Trentino. Dopo il primo appuntamento dedicato agli approfondimenti tecnici, il confronto ha coinvolto rappresentanti delle imprese, del mondo agricolo, della cooperazione, dei sindacati e delle associazioni dei consumatori, facendo emergere una serie di criticità condivise.
Tra gli interventi più significativi, Francesco Valduga ha ribadito che non può esistere qualità della vita senza salari adeguati, mentre il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli ha confermato la disponibilità della Giunta a proseguire il dialogo con le categorie economiche e sociali. Dal fronte imprenditoriale, Lorenzo Delladio di Confindustria Trento ha evidenziato il calo dell'export e l'aumento dei costi, chiedendo interventi strutturali. Andrea De Zordo, presidente della Camera di commercio, ha invece sottolineato la difficoltà nel reperire personale qualificato, con oltre la metà delle figure professionali richieste che risultano di difficile reperimento.
Molti relatori hanno individuato nell'emergenza abitativa uno dei principali ostacoli allo sviluppo. Mauro Paissan di Confesercenti ha definito la casa il vero costo della vita in Trentino, mentre Alberto Bertolini ha spiegato che per il settore turistico trovare alloggi per i lavoratori è ormai diventato un fattore produttivo essenziale. Analoga preoccupazione è stata espressa dai sindacati: Walter Largher della Uil ha parlato di una fascia crescente di lavoratori esclusi sia dall'edilizia pubblica sia dal mercato privato.
Anche il comparto agricolo ha richiamato l'attenzione su costi, burocrazia, cambiamenti climatici e difficoltà reddituali. Mara Baldo, Diego Coller e Gianluca Barbacovi hanno evidenziato la necessità di garantire sostenibilità economica alle aziende agricole, mentre Renato Dalpalù ha posto l'accento su credito e investimenti. Nel dibattito conclusivo sono emerse inoltre le questioni della formazione, della digitalizzazione e del sostegno ai giovani. Il quadro delineato è quello di un Trentino ancora competitivo, ma alle prese con fragilità strutturali che richiedono una strategia condivisa tra istituzioni, imprese, lavoratori e famiglie.


