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TRENTO. Pagamenti cash? Sì, ma sempre più raramente. Anche in Trentino Alto Adige, come per altro un po' in tutta la penisola, aumentano costantemente le transazioni che vengono chiuse attraverso altre modalità di pagamento. A certificarlo è uno studio di Banca d'Italia sui metodi di pagamento, che fotografa le nuove abitudini degli italiani (e dei trentini). Aumentano in modo importante sia bonifici che uso delle carte di credito. Ma non aumentano nello stesso modo nell'intera penisola: tra i territori ci sono grandi differenze. Importa? Sì, perché la graduale transizione verso la moneta digitale implica prima di tutto una maggiore capacità dello Stato nella lotta all'economia sommersa.
Intanto il quadro generale: gli strumenti diversi dalla cartamoneta sono diversi: gli assegni, ormai quasi in via d'estinzione, i bonifici, le carte di pagamento, gli addebiti diretti, le disposizioni di incasso. A crescere di più, in generale negli ultimi anni - e dopo il Covid con ancora maggior spinta - è l'uso delle carte di pagamento, sia per quanto riguarda gli acquisti nei negozi fisici, sia per i pagamenti effettuati da remoto. A livello territoriale il Trentino Alto Adige non è la regione in cui gli strumenti alternativi al contante sono più usati (quella è il Lazio), ma è certo tra le più avanzate: siamo nell'ordine delle 300 operazioni pro capite di pagamenti alternativi al contante. In un contesto di generale crescita: nel Nordest si è assistito ad un aumento del 93%. In particolare in Trentino cresce l'uso della carta (circa 200 operazioni pro capite), così come cresce nel tempo l'uso delle postazioni POS: ormai in regione siamo nell'ordine delle 2.800 operazioni per POS. Tante, ma pur sempre molte meno rispetto a Lombardia, Lazio e Sardegna, dove si superano le 3mila operazioni. Lo stesso vale per i bonifici: in Trentino Alto Adige si usano sì (tra 40 e 50 operazioni pro capite), ma meno che in Lazio e Lombardia.
Poche sorprese rispetto a dove la clientela va per recuperare il contante. Ormai nessuno fa più la coda in banca per prelevare, si usano le postazioni POS. E infatti la riduzione degli sportelli bancari è un fenomeno importante ovunque: siamo a -40% a livello nazionale, -20% in 10 anni nel solo Trentino. Ma non c'è un problema di accesso al contante: secondo Bankitalia, per dare un dato generale, alla fine del 2025 circa il 98 per cento della popolazione italiana risiedeva entro un raggio di 5 chilometri da un PAC; tale quota saliva al 99,7 per cento considerando un raggio di 10 chilometri e si avvicinava alla totalità entro i 15 chilometri. La distanza stradale media dal PAC più vicino, ponderata per la popolazione, era pari a 1,2 chilometri, mentre il tempo medio di percorrenza per raggiungerlo in auto era pari a circa 2,3 minuti. Guardando da questo punto di vista il Trentino Alto Adige, siamo tra le regioni che garantiscono la presenza di un punto di accesso al contante entro 5 Km nel 96 - 98% del territorio, risultato importante, considerando l'orografia della regione.
Infine, due dati nazionali, che danno la misura del fenomeno: tra il 2022 e il 2025, il numero di operazioni con carta al POS è aumentato da circa 6 miliardi a oltre 10 miliardi, con un tasso medio annuo di crescita pari al 15,7 per cento. L'incremento è stato più sostenuto nel comparto delle carte di debito e delle carte prepagate, con tassi medi annui pari rispettivamente al 17,1 e al 15,1 per cento, rispetto alle carte di credito.


