ROMA. Taglio dell'Irpef, misure per la famiglia e la natalità, interventi per la crescita e le imprese, bonus per la casa e nuova rottamazione.

Conferma a grandi linee quanto annunciato nei giorni la prima bozza della manovra che il governo sta mettendo a punto per l'invio al Parlamento. Ecco alcune delle principali misure contenute nei 137 articoli.

- SALARI E IRPEF. Confermato il taglio dell'Irpef per i redditi tra i 28 e i 50mila euro dal 35 al 33%. Il beneficio massimo di 440 euro si raggiunge a 50mila euro e si spalmerà, per effetto dei meccanismi di applicazione dell'imposta, anche sui redditi successivi fino a 200mila euro. Per il 2026 arriva la detassazione di straordinari, festivi e lavoro notturno per i dipendenti con redditi fino a 40mila euro. Su queste voci ("maggiorazioni e indennità" anche se si lavora nel riposo settimanale, o per le "indennità di turno") sarà applicata una flat tax al 15% che sostituisce non solo l'imposizione Irpef ma anche "addizionali regionali e comunali". La manovra prevede anche un tetto a massimo 1.500 euro per lo sconto sulle tasse di cui potrà godere ciascun lavoratore. Sale inoltre da 8 a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto.

- PENSIONI. Dal 2026 aumentano di 20 euro al mese le pensioni minime, mentre per l'aumento dell'età pensionabile si parte con un mese in più nel 2027, cui si aggiungono altri due mesi nel 2028.

- ROTTAMAZIONE. Arriva la quinta sanatoria delle cartelle e avrà tempi di pagamento fino a 9 anni con 54 rate bimestrali di identico importo (di un minimo di 100 euro almeno nella prima bozza). Consentirà la sanatoria dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2023 per i mancati versamenti delle imposte o dei contributi previdenziali, con esclusione delle cartelle emesse a seguito di accertamento. Nel caso di pagamento rateale si applicano interessi del 4% annuo.

- BENZINA: Si accelera sul riequilibrio delle accise tra Diesel e Benzina. Il prelievo si riequilibria, scendendo sulla benzina e salendo sul diesel.

- CASA E FAMIGLIA. Sale a 91.500 euro (dagli attuali 52.500) la soglia per l'esclusione della prima casa dall'Isee per l'accesso alle prestazioni assistenziali come l'assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro. La soglia è inoltre "incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo". Vengono inoltre rideterminate le maggiorazioni previste in base al numero di componenti del nucleo famigliare. Tutte le agevolazioni per la ristrutturazione della casa vengono prorogate nel 2026 esattamente come vigenti nel 2025, compreso il bonus mobili e grandi elettrodomestici.

Modifiche al congedo parentale che sale fino a 14 anni dei figli. Cambiano anche le regole per stare a casa con i bambini in caso di malattia: ciascun genitore, alternativamente, avrà il diritto di astenersi dal lavoro non più per 5 giorni l'anno ma per 10 e nel caso in cui i figli abbiano tra i tre e i 14 anni (non più tra i tre gli 8).

La bozza prevede anche un fondo di 20 milioni per la casa dei genitori separati. La carta Dedicata a te è incrementata di 500milioni il prossimo anno e quello successivo. Dal 2027 arriva la Carta Valore per i neodiplomati. In materia di "assistenza" si interviene "per gli alunni e gli studenti con disabilità" e sull'istruzione universitaria, stanziando "250 milioni" annui in più "a decorrere dal 2026" per "la concessione di borse di studio".

- AFFITTI BREVI. Sale al 26% la tassazione sugli affitti brevi, sia per i privati, sia per chi esercita attività di intermediazione immobiliare o gestisce portali telematici. La norma sopprime la riduzione - introdotta lo scorso anno - della cedolare secca al 21% per uno degli immobili: la cedolare secca resta quindi al 26%. Sale inoltre dal 21% al 26% l'aliquota per chi esercita attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici.

- IMPRESE. Le imprese potranno ammortizzare al 180% gli investimenti in innovazione e al 220% delle spese per la transizione ecologica che consentono la riduzione dei consumi energetici. Previsto anche il credito d'imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (Zes). Finanziati, inoltre, i contratti di sviluppo e la "Nuova Sabatini". Infine, ancora una proroga per la plastic e la sugar tax: la nuova scadenza è fissata al 31 dicembre 2026.

- BANCHE E ASSICURAZIONI. Secondo la bozza che potrebbe ancora essere passibile di variazioni visto che il confronto è in atto gli istituti di credito potranno liberare nel 2026 le riserve con la legge del 2023 pagando un'imposta ribassata dal 40% al 27,5%; il 33% l'anno successivo. L'Irap dovrebbe salire di 2 punti dal 4,65% al 6,65% fino al 2028. Nel testo anche le Dta che slittano per ulteriori due anni.

- TASSAZIONE RIDOTTA SU STABLECOIN. Ai redditi e proventi derivanti da operazioni di detenzione, cessione o impiego di token di moneta elettronica denominati in euro, ovvero le stablecoin, sarà applicata l'aliquota del 26%. È prevista anche l'istituzione di un "Tavolo permanente di controllo e vigilanza sulle cripto-attività e la finanza innovativa".

- SALGONO FONDI PER IL 5xMILLE. Dal 2026 il tetto attualmente a 525 milioni sale a 610.

La bozza della manovra e il confronto con le banche

Confronto con le banche alle battute finali. E assalto dei ministeri in via di contenimento. Mentre si limano le ultime misure, iniziano a circolare le prime bozze della legge di Bilancio, gelosamente custodite da Mef e Ragioneria fin quasi all'ultimo minuto utile. E prende forma un testo meno snello di come ci si aspettava, anche perché tra le pieghe dei 137 articoli spuntano delle novità, piccole e grandi, dall'intervento sulle tasse per gli affitti brevi alla definizione dei Lep, premessa per tentare di chiudere anche la riforma dell'Autonomia differenziata. 

L'impianto degli interventi è sostanzialmente confermato: c'è un primo calo dell'Irpef per il ceto medio - caro a Forza Italia ma che si intestano tutti i partiti della maggioranza - ma anche la rottamazione ("light" come osservano da Fratelli d'Italia) che la Lega voleva a tutti i costi - e su cui farà il punto martedì al Consiglio federale a via Bellerio. E c'è una primissima versione di quel pacchetto di interventi che disegna il "contributo" da parte di banche e assicurazioni alla manovra su cui ha messo la faccia la stessa Giorgia Meloni: quattro capitoli - dall'Irap allo svincolo volontario delle riserve ex extraprofitti - che potranno anche essere rimodulati ma certo non cancellati Per l'approdo in Parlamento si dovrebbe superare, salvo sorprese, la scadenza di legge del 20 ottobre.

E' un punto su cui il governo si era impegnato negli scorsi anni ma che in precedenza non era stato quasi mai rispettato. Del resto i senatori non si aspettano di vedere l'articolato ufficiale prima di metà settimana. Intanto i partiti scaldano i motori per spingere le bandierine più in là, con i leghisti che insistono sulle banche (che a loro volta aspettano di vedere il pacchetto definitivo per fare le loro valutazioni) e gli azzurri che già spingono per alzare l'asticella dello sconto Irpef. Intanto si delineano meglio detassazioni e decontribuzioni, per dare una mano ai salari da un lato e alle famiglie con più figli dall'altro, e non solo per la prima casa che sarà esclusa dal calcolo dell'Isee per un valore più alto anche in base al numero dei figli. 

C'è una spinta al part-time, per consentire alle mamma (o eventualmente anche ai papà) di meglio conciliare il lavoro con la vita familiare e pure uno sgravio ad hoc per chi assume donne con più di tre figli. Primo passo anche per i "caregiver", in attesa che siano delineate le regole arriva un primo mini-stanziamento di poco più di un milione. Le risorse arriveranno anche dall'aumento delle tasse per chi ha una sola casa adibita ad affitto breve: oggetto di un intenso braccio di ferro lo scorso anno, con cui si era riusciti a salvare con una cedolare al 21% le singole abitazioni, ora la tassa piatta viene allineata e sarà per tutti al 26%. Non manca l'ennesima stangata sulle sigarette, oltre al riallineamento delle accise.

Ma il grosso verrà dalle banche, da un lato, e dai ministeri dall'altro. I tempi supplementari serviranno in gran parte anche per definire la partita della spending. Sarebbero, spiegano diverse fonti, interlocuzioni "one to one" per ottenere una rimodulazione delle voci di spesa su cui intervenire da parte di diversi dicasteri, fermo restando il target di 2 miliardi per il 2026 che si aggiungono ai 2,7 miliardi già previsti per il prossimo anno dall'ultima manovra. Mezzo governo, raccontano, si sarebbe opposto al taglio lineare dei fondi "residui" proposto dall' 'algoritmo' della Ragioneria dello Stato, chiedendo di poter scegliere quali voci effettivamente depennare dal bilancio. A bussare da Daria Perrotta sarebbero stati in parecchi: c'è chi cita il titolare della Cultura Alessandro Giuli o quella dell'Università Anna Maria Bernini, chi racconta che Francesco Lollobrigida avrebbe posto il tema tra i primi già venerdì in Consiglio dei ministri, e chi immagina che abbia espresso le sue perplessità lo stesso Matteo Salvini, che in conferenza stampa non aveva nascosto di "essere attesa capire quanto ho a disposizione per strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti". Tra le novità della bozza, peraltro, compare anche una spinta ai fondi pensione complementari a investire in Infrastrutture. Sempre se la misura sarà confermata nel testo finale.

 

Il ministro delle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini, il presidente del consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli affari esteri Antonio Tajani, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il cdm. Roma, 17 ottobre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Il ministro delle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini, il presidente del consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli affari esteri Antonio Tajani, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il cdm. Roma, 17 ottobre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Il ministro delle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini, il presidente del consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli affari esteri Antonio Tajani, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il cdm. Roma, 17 ottobre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Manovra da 18,7 miliardi tra tasse, salari e pensioni
Meloni: "Legge seria". Giorgetti: "Dalle banche nessun contraccolpo"

Intanto, l'agenzia Dbrs Morningstar alza il rating dell'Italia a A (low) da BBB (High), con trend stabile da positivo. E' quanto si legge in una nota. "Frutto del lavoro costante di questi tre anni di governo, l'Italia torna in serie A con grande orgoglio" commenta il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.
Sale, anche se progressivamente, l'età per andare in pensione dal 2027. Il tutto coperto con tagli ai ministeri, rimodulazione del Pnrr e l'"importante contributo" di banche e assicurazioni. La manovra vale 18,7 miliardi ed è "molto seria ed equilibrata", sintetizza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ringrazia i ministri per il "lavoro di squadra" e le banche per "una disponibilità non scontata". E' proprio grazie all'intesa raggiunta in extremis nella maggioranza sul contributo degli istituti, infatti, che si sblocca lo stallo e la manovra può arrivare in consiglio dei ministri, che la approva dopo poco più di un'ora. Sono serviti due vertici serali per mettere d'accordo Lega e FI e intensi contatti con gli istituti.
La soluzione trovata è un mix di interventi strutturali e congiunturali, tra cui l'aliquota agevolata al 27,5% per svincolare le riserve, che ora è facoltativa ma poi salirà - ed è questa la leva su cui punta il governo per spingere ad aderire -, e l'aumento di 2 punti dell'Irap. Misure nel complesso "assorbibili" dal sistema, assicura il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che non teme "contraccolpi" e si aspetta uno "sforzo di sistema". Le banche però al momento restano alla finestra, in attesa che di vedere l'articolato nero su bianco. E come le banche, anche i ministeri "non saranno contenti" per i tagli in arrivo, riconosce il titolare del Mef. Un'agitazione che si sarebbe notata anche durante Cdm, con un intenso via vai, a perorare ciascuno la propria causa. L'intesa nella maggioranza, intanto, è bastata a rasserenare il clima. La dimostrazione plastica la dà la scelta a sorpresa della premier di presentarsi in conferenza stampa, affiancata dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

"Abbiamo lavorato con serenità, buonsenso e compattezza, guardando al risultato", li ringrazia, insieme a tutta la maggioranza. Soddisfatti i due ministri, che rivendicano ciascuno i temi più cari: Tajani il ceto medio, i salari, le imprese, la sanità; Salvini la pace fiscale e il contributo ai genitori separati. Sorride anche il titolare dell'Economia, tornato in mattinata dopo 36 ore negli Usa per gli incontri del Fmi: "Ho venduto tutta questa merce alle agenzie di rating, presumendo che il cdm le approvasse, quindi sono molto soddisfatto che non mi hanno smentito platealmente". E un plauso ai conti italiani arriva anche dal Fondo monetario, che definisce i risultati sul deficit "fantastici". Mentre in serata è atteso il giudizio di Dbrs. La presidente del consiglio ci mette la faccia e illustra i principali contenuti della quarta legge di bilancio del suo governo.

E' "più leggera delle precedenti", ma pesa la "situazione complessiva", puntualizza, ricordando i 40 miliardi che lo Stato deve spendere nel 2026 per il Superbonus. Le priorità partono dalla famiglia, con l'aumento del bonus mamme, la social card e l'esclusione - con un tetto - della prima casa dall'Isee. Per i salari, oltre all'atteso taglio dell'Irpef al ceto medio, arrivano 1,9 miliardi sui salari, dalla detassazione dei premi all'Irpef al 5% per gli aumenti contrattuali dei "redditi più bassi".


Per le imprese si va dall'iper e super ammortamento fino al 220% (4 miliardi, ma aumenteranno - è la promessa) ai crediti di imposta per le Zes: "parliamo di circa 8 miliardi di investimenti", sottolinea Meloni. Proprio la cifra richiesta da Confindustria, che infatti plaude: "Siamo stati ascoltati", dice il presidente Emanuele Orsini. Nuove risorse anche per la sanità: l'obiettivo è assumere 6.300 infermieri e mille medici. Altra priorità è la difesa, sottolinea Meloni: manteniamo gli impegni senza togliere niente dalle altre voci. I dettagli vengono affidati a Giorgetti. Meloni, se ne deve andare prima, insieme ai vicepremier, e lo saluta con un "in bocca al lupo" e una pacca sulla spalla: "ve lo lasciamo in ostaggio", sorride.
Il ministro chiarisce che il beneficio del taglio dell'Irpef verrà sterilizzato sopra i 200mila euro, che l'aumento dell'età pensionabile parte con un mese nel 2027 e due nel 2028, che gli assegni minimi aumenteranno di 20 euro, che la rottamazione non sarà "un condono per chi ha evaso". La parola ora passa al Parlamento, dove la manovra è attesa entro il 20. "Queste sono le proposte del governo - puntualizza Giorgetti, che non vede "tesoretti" -, poi il Parlamento è sovrano". Le opposizioni intanto già bocciano le misure dell'esecutivo: la manovra "più modesta e rinunciataria" degli ultimi anni, dice il Pd; una "manovrina" con cui si cerca di resistere con un "secchiello" ad uno tsunami, dice il leader 5S Giuseppe Conte.