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La corsa per la successione a Michele Iori alla presidenza della Fondazione Caritro vede in campo nomi eccellenti. Tra i curriculum presentati per il rinnovo del consiglio di gestione c’è quello dell’ex presidente della Cooperazione trentina Diego Schelfi. Un’altra candidatura di rilievo è quella dell’avvocato Marco Radice, attuale presidente del consiglio di sorveglianza di Unicredit Bank Russia, carica che potrebbe dar luogo a qualche problema di incompatibilità in base allo statuto. La Fondazione che Iori lascia in eredità chiude per il quinto anno consecutivo i conti con un avanzo di gestione superiore ai 10 milioni di euro, non lontano dal risultato del 2017 che si era attestato a 14,4 milioni.
Nel giro di qualche settimana il comitato di indirizzo della Fondazione, presieduto da Elena Tonezzer, selezionerà i nuovi componenti del consiglio di gestione tra i circa 50 nomi che hanno presentato la candidatura e il collegio dei sindaci tra gli oltre 40 candidati, in tutto quasi 100 curriculum presentati. Il consiglio uscente è presieduto da Iori, che non si può ricandidare avendo raggiunto il limite dei due mandati, e comprende Claudio Cainelli, Mauro Bondi, Sivia Decarli e Carlo Moser. Dell’avvocato Bondi, che si è ricandidato, si parla come di un possibile nuovo presidente in continuità con l’impostazione di Iori. Ma ci sono, appunto, altri nomi di rilievo da vagliare. In ballo c’è la linea che si è affermata in Fondazione negli ultimi anni.



