ROMA. In Italia 5,4 milioni di persone vivono in povertà assoluta, pari al 9,3% della popolazione. È quanto emerge dai dati Istat relativi al 2025. Le famiglie coinvolte sono oltre 2,1 milioni, l’8% del totale, in lieve calo rispetto all’8,4% del 2024. La percentuale delle persone povere scende dal 9,8% al 9,3%, ma il fenomeno continua a interessare una parte consistente della popolazione.

Particolarmente preoccupante la situazione dei minori: oltre 1 milione e 136mila bambini e ragazzi, pari al 12,5%, vivono in condizioni di povertà assoluta. La percentuale sale al 15,2% nel Mezzogiorno. Le difficoltà aumentano nelle famiglie numerose: con almeno cinque componenti l’incidenza raggiunge il 19,2%, mentre tra le coppie con tre o più figli minori arriva al 17,7%.

Avere un lavoro non basta sempre a evitare la povertà. Tra le famiglie in cui la persona di riferimento è un operaio, l’incidenza raggiunge il 14,3%, quasi il doppio del 7,7% registrato tra quelle con una persona di riferimento occupata. Il dato resta elevato nonostante il calo rispetto al 15,6% del 2024. Tra le famiglie con una persona di riferimento in cerca di occupazione la percentuale sale al 20,7%.

Restano forti anche le differenze territoriali e sociali. Nel Mezzogiorno la povertà assoluta riguarda il 9,6% delle famiglie, contro il 6,3% del Centro. Tra le famiglie composte esclusivamente da italiani l’incidenza è del 5,9%, mentre raggiunge il 29,4% tra quelle formate soltanto da stranieri. La povertà relativa coinvolge invece quasi 8,7 milioni di persone, pari al 14,8% della popolazione.