TRENTO. Una corsa contro il tempo lunga cinque anni. Prima le idee, poi i progetti, le carte, la burocrazia, infine i finanziamenti, la realizzazione e i target da raggiungere. E il 30 giugno 2026, la scadenza finale, un passaggio importante, ma non ancora definitivo, nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Se la data di ieri segnava la conclusione del cronoprogramma italiano, va detto che non si tratta propriamente della conclusione del Pnrr.

In base alle più recenti linee guida della Commissione europea ci sarà tempo fino al 31 agosto per presentare le ultime richieste di pagamento, poi ci saranno i tempi tecnici delle verifiche e il completamento delle procedure entro la fine del 2026.

Ma, ancora, non sarà finita: monitoraggi e rendicontazioni continueranno anche dopo la fine dell'anno in corso. Se a livello nazionale il pacchetto di riforme strutturali e investimenti per il periodo 2021-2026 valeva complessivamente oltre 235 miliardi (191, 50 miliardi Pnrr e poi altri 30, 6 del Fondo nazionale complementare e altri 13 del Fondo ReactEU), a giugno 2026 la stima del plafond di risorse Pnrr già assegnate o in assegnazione al Trentino ammonta a circa 1,58 miliardi di euro.

I soldi nella nostra provincia sono stati utilizzati per finanziare 11.800 progetti. Si va, ovviamente, da investimenti piccoli, da qualche decina di migliaia di euro, a quelli più grandi, che hanno impattato per milioni di euro e hanno richiesto, ovviamente, un lavoro e un impegno decisamente maggiori. A livello provinciale a dividersi il miliardo e 580 milioni di euro sono stati gli enti delle sette diverse missioni previste. La fetta maggiore è andata alla Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, con 611,31 milioni (38,77% del totale), seguita dalla 2 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo - con 420,17 milioni (26,64%) e dalla 4 - Istruzione e ricerca - con 293,55 milioni (18,62%).

Rispetto a quello che si potrebbe pensare, la Missione 6, ovvero la Salute, non è sul podio: in Trentino i milioni assegnati sono stati 123,35 (7,82%). Più distante la Missione 5, Inclusione e coesione - con 86,04 milioni (5,46%), mentre la 7 e la 3, rispettivamente la RePowerEu e Infrastrutture per una mobilità sostenibile, hanno incassato 36,88 milioni (2,34%) e 5,65 milioni (0,36%).

Per quanto riguarda la stima delle risorse assegnate per ente, in Trentino a fare la parte del leone sono stati Provincia, Azienda sanitaria ed enti locali: Pat e Asuit hanno ricevuto 278 milioni e i Comuni 275. Ancora, gli altri enti strumentali di piazza Dante hanno ricevuto 126,5 milioni, mentre l'Università 80,1. Ancora: 36,2 milioni sono andati alle Scuole, mentre 33,2 milioni sono finiti ai vari aggiudicatari dei nazionali per le reti digitali. Per quanto riguarda gli enti irrigui la cifra totale è stata di 13,4 milioni. Infine la fetta maggiore, ovvero 715 milioni, è andata a privati. Come accennato, all'interno di ogni Missione sono stati moltissimi i progetti finanziati in Trentino.

Alcuni, negli anni, sono poi usciti dal Pnrr (il caso più eclatante è quello della circonvallazione di Trento, per la quale erano inizialmente previsti 930 milioni di euro), ma la stragrande maggioranza si sono poi concretizzati. Nella Missione 1 sono arrivati 20 milioni per i progetti di digitalizzazione della pubblica amministrazione, quasi 25 per limitari i rischi idrogeologici e altri 30 per servizi digitali e migrazione al cloud, senza dimenticare la parte maggiore (225 milioni di euro) per la transizione 4.0.

Nella missione 2 ben 276 milioni sono servizi per il rafforzamento dell'Ecobonus e del Sismabonus per l'efficienza energetica. Ancora: nella voce "Istruzione" sono arrivati 52,2 milioni per potenziare asili nido e scuole dell'infanzia oltre a messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici. Passando ai progetti legati alla sanità, 25 milioni sono serviti per Case e Ospedali della Comunità, mentre 53,6 per l'ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero. Ancora: 7,6 milioni sono serviti per migliorare i servizi di telemedicina e 5,4 per il fascicolo sanitario elettronico. Nella missione 5 su coesione e inclusione circa la metà dei fondi totali (40 su 86) sono andati a garanzia dell'occupazione dei lavoratori, mentre l'altra fetta maggiore - 18,8 milioni - è servita per la rigenerazione urbana, con progetti a Trento, Riva, Pergine e Arco.