TRENTO. Il sistema agricolo trentino aggiunge un nuovo tassello alla gestione del rischio in agricoltura. Il Governo, con il ministero dell'Agricoltura, ha dato ieri il via libera ai Consorzi di difesa delle produzioni agricole per la gestione dei fondi, di cui il Codipra di Trento è uno dei capofila. Codipra ha attivato il primo Fondo Ist Uva (Income Stabilization Tool) in Italia, uno strumento mutualistico innovativo dedicato alla stabilizzazione del reddito delle aziende viticole, pensato per affrontare le incertezze legate a volatilità dei mercati, aumento dei costi di produzione, cambiamenti climatici e scenari economici internazionali instabili.

Marica Sartori, direttrice del Codipra, spiega la funzione di questo fondo e la sua operatività al servizio delle migliaia di soci, che devono però iscriversi e fare un versamento per potervi accedere quando c'è uno stato di crisi. Dice Sartori: «Operiamo negli strumenti del rischio, utilizzando le risorse della Pac (Politica agricola comune) che permette di attivare da qualche anno dei fondi di stabilizzazione del reddito, non concedendo più semplicemente risorse per calamità atmosferiche. Questi nuovi fondi - prosegue Sartori - guardano alla protezione del reddito se a causa dell'andamento del mercato si riduce il reddito dell'agricoltore».

Il Consorzio aveva già avviato nel 2019 due fondi, l'Ist mele e l'Ist latte bovino e ha garantito risorse per 20 milioni di euro. «Uno strumento che diventa strategico - aggiunge Sartori per la resilienza delle imprese agricole». Nel comitato di gestione del fondo ci sono diverse figure, sia della Provincia, sia delle associazioni e ora il Codipra si rivolge al settore vitivinicolo. Per aderire il coltivatore può facilmente sottoscrivere un modello sia sul sito internet del Consorzio, oppure dialogando con gli uffici. Non solo, il Codipra sta predisponendo anche un nuovo episodio dei suoi podcast per spiegare il senso del fondo e degli strumenti a disposizione. Con il nuovo fondo "Ist vino" si prospetta di intercettare altri 26 milioni di euro di contributi comunitari a sostegno del reddito degli associati. Come si è già visto con il fondo Ist Mele, che ha intercettato 12 milioni di euro, si riesce a intervenire a tempo record.

Soprattutto sottolinea Sartori «emerge la capacità del Trentino di fare sistema, perché abbiamo lavorato non solo come Consorzio, ma con tutto il sistema delle organizzazioni professionali, con la Provincia, con la Fem e con l'Università di Padova. Il via libera ministeriale, arrivato velocemente, era fondamentale perché siamo convinti che in un mondo in cui le tensioni sui mercati sono sempre più forti gli squilibri possono determinare la sostenibilità delle aziende agricole». Questo nuovo strumento, che rappresenta un progetto pilota a livello nazionale per il comparto vitivinicolo viene da un percorso lungo, iniziato nel 2017 e arrivato ora a compimento con il settore dell'uva da vino, primo fondo in Italia: «A dimostrazione - dice ancora Sartori - che sappiamo cogliere le opportunità e diamo risposte agli agricoltori. È uno strumento fondamentale quando ci sono variazioni forti, siamo attivi e pronti».

Non è uno strumento del tutto sconosciuto ai viticoltori, che sono stati informati nelle settimane scorse in alcuni incontri in cui è stato spiegato il meccanismo. Ma come funzionerà? Ogni tre euro versati dagli agricoltori questi ne riceveranno sette stanziati dall'Unione europea. «Più siamo - dice Sartori - più si patrimonializza». Ma quando scatta? «Quando il ministero dichiara una crisi di mercato, accertata da Ismea, ma può essere dichiarata anche a livello locale. Se il reddito è diminuito del 20 per cento, allora scatta l'erogazione del fondo», che non è sostituivo delle polizze tradizionali, ma è uno strumento compensativo. Aggiunge ancora Sartori: «I rischi che oggi sopportano le imprese non sono solo le avversità climatiche e rispetto ad altri rischi non c'erano risarcimenti».