PHOTO
TRENTO. Mediocredito Trentino-Alto Adige archivia il primo semestre del 2026 con risultati in crescita sotto il profilo della redditività e della solidità patrimoniale. Il Consiglio di amministrazione, riunito a Tesero nella sede della Fondazione Stava 1985, ha approvato la relazione sulla gestione al 30 giugno, evidenziando un utile netto di 6,7 milioni di euro, già superiore ai 6,2 milioni registrati nell'intero esercizio 2025.
Il margine di interesse è salito a 10,3 milioni di euro, con un incremento del 43,3% rispetto ai 7,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Cresce anche il margine di intermediazione, che raggiunge i 15 milioni di euro, in aumento del 31% rispetto agli 11,4 milioni del primo semestre 2025. I costi operativi si attestano a 6,6 milioni, mentre il cost/income ratio migliora fino al 44,4%.
Anche la qualità del credito continua a confermarsi elevata. Nei primi sei mesi del 2026 la banca ha erogato circa 81 milioni di euro di nuovi finanziamenti. I crediti in bonis restano stabili attorno a 1 miliardo di euro, mentre l'incidenza dei crediti deteriorati si mantiene contenuta all'1,1%.
Si rafforza inoltre la posizione patrimoniale dell'istituto, con il patrimonio netto che raggiunge 230 milioni di euro e il Total Capital Ratio che sale al 27,9%. La banca sottolinea anche il mantenimento di una solida posizione di liquidità, in linea con tutti gli indicatori di vigilanza.
Il presidente Stefano Mengoni ha espresso soddisfazione per i risultati, spiegando che confermano la validità del percorso avviato negli ultimi anni e del nuovo Piano industriale 2026-2029, destinato ad ampliare ulteriormente l'offerta per imprese e privati.
Anche il direttore generale Diego Pelizzari ha evidenziato il contributo del personale al raggiungimento dei risultati e ha ricordato che il piano industriale prevede un rafforzamento dell'organico e maggiori investimenti nella formazione.
La riunione del Consiglio si è svolta a Tesero, nella sede della Fondazione Stava 1985, dove amministratori e sindaci hanno incontrato il vicepresidente vicario Carlo Dellasega, che ha ricordato la tragedia del 19 luglio 1985 e l'attività della Fondazione per conservarne la memoria.


