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BOLZANO. "Nemo profeta in patria": questa pillola di saggezza sembra calzare a pennello anche per la bolzanina AngelEye, una delle pochissime aziende al mondo specializzate in sistemi di rilevazione degli annegamenti nelle piscine basati sull'intelligenza artificiale. «Dietro a tutto c'è un algoritmo che consente di monitorare il fondo delle vasche in tempo reale con alert immediato a chi opera in piscina», a parlare è Riccardo Casadei (papà romagnolo e mamma di Caldaro) che con Andrea Marcato sta riscuotendo successo in ambito internazionale (Stati Uniti, Arabia Saudita, Australia, Germania, Austria ecc.) ma fa più fatica in Italia e ancor di più in Alto Adige e Trentino.
«Tra le poche eccezioni - sorride Casadei - ci sono la piscina di 25 metri del Lido di Bolzano, Comano Terme e il Garda». La novità, rispetto al recente passato, è l'utilizzo di telecamere aeree, che stanno andando per la maggiore anche in alberghi e strutture in cui non c'è l'obbligo della presenza di un bagnino.
Partiamo dall'inizio: quando è nato il progetto?
Nel 2006. Ad attivarci siamo stati in due: io come titolare di un'impresa di servizi di gestione di impianti natatori con anni di esperienza nell'assistenza bagnanti, e il mio socio Marcato, profondo conoscitore della tecnologia informatica nell'ambito dell'elaborazione delle immagini e dell'intelligenza artificiale.
Qual è il punto di partenza dei sistemi brevettati da AngelEye?
Con un approccio basato su AI e analisi video in tempo reale, AngelEye sviluppa soluzioni intelligenti pensate per prevenire incidenti e facilitare la gestione operativa delle piscine.
Cosa succede in caso di potenziale annegamento?
Il software identifica immediatamente l'emergenza e attiva un allarme entro 15 secondi, allertando il personale di salvataggio - ad esempio tramite smartwatch dedicati - e indicando con precisione la posizione del bagnante in difficoltà.
L'algoritmo rileva il numero di bagnanti e i loro movimenti. Se uno degli utenti si adagia in fondo alla piscina scatta l'allarme…
Sì, il monitoraggio è continuo e i cambiamenti, rispetto alla rilevazione precedente, vengono indicati in tempo reale. L'immagine e la posizione esatta del nuotatore in difficoltà consentono ai soccorritori un intervento immediato. In questo modo vengono alzati - di molto - gli standard di protezione per gli utenti.
Ci sono norme di sicurezza severe da rispettare?
Sì, servivano norme che potessero definire uno standard qualitativo adeguato, prima a livello locale (Din e Afnor) e poi a livello internazionale con la "Iso" che rappresenta lo standard mondiale. Il nostro "SafeGuard access control" controlla gli accessi a zone sensibili della piscina, come vasche temporaneamente chiuse o aree non presidiate, prevenendo così ingressi non autorizzati e potenziali incidenti in assenza di personale.
Quanti sono i vostri competitor a livello internazionale?
Li contiamo sulle dita di una mano: Poseidon (Francia), Pool View (Gran Bretagna) e SwimEye in Norvegia.
Che fatturato ha la vostra azienda?
Lo scorso anno abbiamo chiuso con 2,4 milioni di euro. Ma abbiamo anche raccolto ordini per 4 milioni. Siamo in crescita.
Quanti sono invece i dipendenti?
Una dozzina.
La chiave per il successo è stato il vostro orientamento internazionale?
Sì, oltre che nei Paesi di lingua tedesca - dai quali veniamo contattati direttamente (Germania, Austria ecc.) - abbiamo fatto breccia in America, Australia e Arabia Saudita.
In America è arrivato anche un premio importante…
Sì, siamo arrivati anche nella Silicon Valley, in California, dove abbiamo ottenuto il "Best of California Awards 2018" come migliore tecnologia al servizio della collettività. È stata una bella gratificazione.
E in Arabia Saudita è partito un progetto pilota…
Sì, a Riad. Passati i tre mesi di test, che contiamo di superare, installeremo i primi dieci impianti. E stiamo entrando anche in un progetto importante in zona. Siamo in una fase di costante espansione.
Fa specie che in regione AngelEye non abbia avuto finora lo stesso boom di ordini.…
Verissimo. Per noi è poco comprensibile. Siamo al Lido di Bolzano, sul Garda e a Comano Terme. Lavoriamo bene nel Nord Italia, nella zona di Jesolo in particolare. Il mio rimpianto, visto che ho figli anch'io, è non riuscire a garantire questi standard di sicurezza a casa mia, dove gli impianti balneari e l'offerta alberghiera sono oggettivamente al top.
Uno spiraglio potrebbe essere rappresentato dal Disegno di Legge approvato dal Consiglio dei Ministri nel luglio 2025, che introduce regole chiare e uniformi per la sicurezza?
Sì, il focus è sulla prevenzione degli annegamenti (soprattutto per i bambini) e si mira a uniformare le normative nazionali ed europee.


