Le luci sono quelle di un trienno 2016-’17-’18 di crescita, dopo il buio della crisi. Le cifre del 34° rapporto sull’occupazione in provincia di Trento, presentato ieri con una riflessione tra esperti sulle politiche del lavoro al tempo dei Big Data, fotografano la ripresa: più occupati e disoccupazione in calo. Le ombre sono quelle cui la responsabile del centro studi dell’Agenzia del lavoro, Isabella Speziali, ha solo accennato: lavoro precario, soprattutto tra i giovani, e bassi livelli retributivi.

Chi lavora in Trentino ha stipendi mediamente più bassi, non solo in raffronto al “ricco” Alto Adige e alla Lombardia. Già oggi un’emergenza, e ancora di più in futuro, con le dinamiche demografiche in atto.