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TRENTO. Erano cinque imprenditori, in una Trento appena liberata dalle macerie della guerra, in cui il boom economico non era ancora una prospettiva reale. Da loro è nata, il 21 marzo 1946, l'idea di unire le forze.
Nasce così l'associazione artigiani che adesso, a 80 anni esatti di distanza, è punto di riferimento di un settore che conta 12mila imprese in provincia, su oltre 42 mestieri diversi (7 solo quelli della filiera dell'edilizia), 40mila addetti, e cuba un miliardo di euro di fatturato, e il 25% del Pil trentino. Sabato 20 marzo, nel giorno dell'anniversario, annunciando l'assemblea che il 5 e 6 giugno celebrerà questa storia in una due giorni di confronti e incontri, la governance dell'associazione ha fatto il punto del settore.
Tra buone notizie - per la prima volta da tempo il numero di imprese è in aumento - e notizie più preoccupanti, a partire dall'edilizia che ha rallentato da mesi, e sulla quale sta per abbattersi il caro materie prime, a causa della crisi in medio Oriente.
A fare il punto del settore sono stati il presidente Andrea de Zordo il direttore generale Nicola Bernardi e i due vice, Daniela Bertamini (vicepresidente vicaria) e Matteo Dapra (vice presidente, in rappresentanza delle categorie).
Il settore cresce
Non solo in Trentino, negli ultimi 15 anni era stata un'ecatombe di piccole imprese artigiane un po' in tutta Italia. La crisi post 2008 aveva lasciato strascichi soprattutto sul settore dell'edilizia, che conta per il 60% del comparto artigianale. Adesso pare iniziata un'inversione di tendenza: «Ora celebriamo questi 80 anni di storia, ricordando come l'associazione è cambiata negli anni. Da un ente solo sindacale è diventata punto di riferimento per moltissimi servizi - chiarisce il presidente De Zordo - Per la prima volta quest'anno, il settore è anche in crescita il numero di imprese artigiane aumenta».
Cresce l'associazione.
I dati li ha forniti il direttore Bernardi: «Se pensiamo a 12 mila imprese e ad una media di 2,5 addetti ad azienda, siamo punto di riferimento di 30mila addetti, seguiamo le aziende dall'apertura della partita Iva alla pensione, con il patronato, in tutto abbiamo 300 collaboratori e realizziamo 20 milioni di fatturato». Ora l'associazione si è dotata anche di una mutua, la rediviva Mutua Artieri della Vallagarina, che contribuisce a dare garanzie alle famiglie in caso di crisi aziendali o infortuni gravi.
Le prospettive
Come detto, il numero di imprese aumenta, il che è segnale di dinamismo. Aumenta anche l'imprenditoria femminile , «anche in settori non legate esclusivamente alla cura della persona - rivendica la vicepresidente vicaria Bertaminini - ci sono colleghe che operano nel manifatturiero, o in officina, o in carrozzerie».
Rimangono ombre all'orizzonte, soprattutto per l'edilizia: la congiunturale dell'ultimo trimestre 2025 ha fatto segnare un rallentamento delle costruzioni ormai orfane di incentivi e commesse legate alle Olimpiadi, ma soprattutto gli ordinativi fanno segnare una flessione importante.
Ammette il momento il presidente De Zordo: «La congiunturale sconta il paragone con la fine del 2024, che era stato un momento di corsa incredibile per restare nei tempi del Superbonus. Finiti gli incentivi era anche preventivabile questa flessione, che si aspettavamo un po' prima». Il punto ora è capire a quale livello si assesterà il mercato.
Medio Oriente e prezzi
Sono giorni complicati per l'economia, con la guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. I primi segnali delle difficoltà si vedono sui prezzi delle materie prime.
«C'è un aumento generalizzato - ammette il vicepresidente Daprà: «In alcuni casi non dipende nemmeno dalla guerra, per esempio il legno ha subito rincari importanti negli ultimi mesi. Ma ci sono anche aumenti legati alla situazione geopolitica. Il caso più evidente sono tutti i componenti di materie plastiche, oltre ovviamente ai combustibili. E questi ultimi, va da sè, rischiano un aumento sull'intera filiera».


