CASTEL IVANO. Tra 15-20 anni in Trentino potrebbero mancare 23-24mila lavoratori: una prospettiva che impone alle imprese di puntare su innovazione, formazione e capacità di attrarre professionalità. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli all’incontro “Imprese, persone, territorio: costruire insieme una visione di futuro”, organizzato dalla Cassa Rurale Valsugana e Tesino a Castel Ivano. «Non è più possibile competere sul costo del lavoro, la competizione dovrà essere sul valore aggiunto», ha detto.

Al centro della tavola rotonda, moderata da Patrizia Orsingher, tre questioni: cambio generazionale, welfare e casa. Con Spinelli sono intervenuti Daniela Bertamini, Alessandro Lunelli e Stefano Nicolini. Sul ricambio nelle aziende, il vicepresidente ha ricordato che numerosi piccoli imprenditori continuano l’attività in assenza di alternative. La Provincia punta quindi a rafforzare gli strumenti per i passaggi generazionali, anche extrafamiliari, i subentri, le consulenze e l’accesso al credito.

Altro nodo è quello della casa per i lavoratori. Secondo Spinelli, negli anni le locazioni abitative ordinarie sono diminuite del 75%, rendendo più difficile per le imprese attirare soprattutto giovani e persone da fuori provincia. Tra gli interventi citati ci sono il bando risanamento 2026, i fondi Ri-Val e Ri-Urb, il social housing e gli aiuti per la prima casa. È previsto inoltre un bando per le imprese che ristrutturano immobili da destinare ai dipendenti.

Infine il welfare, considerato uno degli strumenti per trattenere lavoratori qualificati e contrastare il calo demografico. Spinelli ha ricordato il bonus per il terzo figlio, la riduzione dei costi degli asili nido e l’assegno provinciale, misure che saranno progressivamente legate alla condizionalità lavorativa. La Provincia sta lavorando anche a un programma per attrarre talenti dall’Italia e dall’estero, con incentivi commisurati all’Irpef generata dal lavoratore.