PHOTO
TRENTO. La mappa del potere cooperativo non è una carta geografica ma un atlante mobile, che cambia fino all'ultimo. In vista del voto del 12 giugno alla Federazione, la sfida tra Roberto Simoni e Renato Dalpalù si gioca su numeri apparentemente chiari e su alleanze meno lineari.I votanti saranno 791, espressione di 400 cooperative. Il peso maggiore lo porta il consumo - 212 voti - settore di provenienza di Dalpalù, seguito dall'agricolo (192), dal lavoro e servizi (155), dal sociale (146) e, staccato, dal credito (86).
Sulla carta, dunque, il candidato del consumo parte con un vantaggio potenziale, potendo contare anche su un'agricoltura non ostile. Ma la cooperazione non è mai un monolite: le appartenenze settoriali non si traducono automaticamente in disciplina di voto.Il credito, pur con numeri ridotti, continua a esercitare un'influenza politica che va oltre i suoi 86 voti. Qui le linee si incrociano. Con Dalpalù si schierano Giorgio Fracalossi, presidente di Cassa Centrale Banca, e Carlo Vadagnini della Cassa Rurale Fassa Primiero.
Ma sul fronte opposto pesa la scelta di Silvio Mucchi, presidente della Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, vicino a Simoni nonostante avesse firmato la lettera dei vicepresidenti che invitava lo stesso Simoni a farsi da parte. Un passaggio che racconta la fluidità del momento.Attorno a Simoni si muove una rete che tiene insieme continuità e relazioni consolidate. C'è Camilla Santagiuliana Busellato, presidente di Risto 3, anche lei tra i firmatari della lettera critica ma orientata a sostenere il presidente uscente. Con Simoni anche il presidente della Rurale della Vallagarina, Maurizio Maffei, per qualche giorno candidato in pectore, e Germano Preghenella, oggi nel sociale.
Sullo sfondo il peso organizzato del Consorzio Lavoro Ambiente guidato da Tiziano Colotti.Dalpalù, dal canto suo, costruisce una coalizione che attraversa più settori: dal sociale con Italo Monfredini (Spes), al consumo con Paola Dal Sasso al mondo agricolo e produttivo con Stefano Albasini di Trentingrana e Luca Rigotti del gruppo Mezzocorona, fino a figure come Sandra Dodi, Marina Castaldo, Michele Odorizzi, Francesca Broch e Giorgio Corradi.Restano poi le zone grigie, spesso decisive. Clara Mazzucchi e Enzo Zampiccoli sembrano orientati verso Simoni, mentre nomi pesanti come Ernesto Seppi (Melinda), Rodolfo Brochetti (La Trentina) e Lorenzo Libera (Cavit) restano silenti.
Un'incertezza che pesa. Così come il punto interrogativo su Francesca Gennai di Consolida, inizialmente attesa alla presentazione di Dalpalù e poi assente.Perché il voto in Federazione non è mai personale. Ogni elettore rappresenta una cooperativa, che è un piccolo sistema politico: si discute, si media, si decide. È lì che si formano gli orientamenti reali, lontano dai riflettori.Simoni si muove da giorni sul territorio. Ma anche Dalpalù sta per accendere i motori.


