TRENTO. Dopo l’annuncio di aver esercitato la prelazione, nello scorso luglio, Dolomiti Energia Holding ha annunciato di aver acquistato dal fondo australiano McQuire le quote del 40 per cento azionario (ex quote Enel) di Hydro Dolomiti Energia, acquisendo così anche il 100 per cento del controllo sulla società idroelettrica trentina, come indicato dai soci pubblici (Provincia, Comuni di Trento e di Rovereto in primis).

Immediato il plauso della giunta provinciale. “C’è piena soddisfazione per questa acquisizione che consente al Gruppo Dolomiti Energia di detenere l’intero capitale di Hydro Dolomiti Energia” così il presidente Fugatti. “Si tratta - prosegue Fugatti - di un passaggio strategico, che risponde ad un impegno condiviso all’unanimità da tutto il consiglio provinciale nonché all’atto di indirizzo congiunto approvato dalla Provincia autonoma di Trento e dai Comuni di Trento e Rovereto, quali soci pubblici di riferimento di Dolomiti Energia Holding tramite le quote in Fin.Dolomiti Energia. Una scelta in continuità con il disegno di politica industriale - nel cui ambito è nata la stessa Dolomiti Energia - volto ad esprimere la capacità del territorio trentino e delle sue istituzioni pubbliche di riferimento di governare in chiave unitaria l’ambito della produzione di energia idroelettrica e dei servizi pubblici locali. Una questione centrale specie di fronte alle sfide della transizione energetica e della sostenibilità”.

Si associa l’assessore provinciale all’energia Mattia Gottardi: “Il tema della produzione idroelettrica e delle scelte in materia è ovviamente essenziale per il nostro territorio, come dimostra anche l’ampia condivisione sul tema. Si potrà così rafforzare l’impegno, ritenuto prioritario per la Provincia, di valorizzare la risorsa acqua rispetto al ritorno economico e ambientale sul territorio trentino, nonché al dovuto riconoscimento per le stesse comunità”.

Dal sindacato, però, il monito. Dichiara il segretario generale della CGIL del Trentino, Andrea Grosselli: “La definizione dell'accordo per l’acquisizione delle quote di Hde possedute dal fondo Macquarie rappresenta un primo importante passo per rendere interamente pubblico il Gruppo Dolomiti Energia. Per questo ribadiamo fin d’ora che sarebbe inaccettabile, dopo un passo così importante, che quote di Hydro Dolomiti Energia venissero di nuovo cedute a soggetti privati, ripristinando l’assetto precedente l’uscita del fondo australiano. Semmai bisogna procedere sulla strada che da sempre hanno già battuto le società idroelettriche di Alto Adige e Tirolo, Alperia e Tiwag, che sono interamente pubbliche, per provare a costruire all’interno dell’Euregio sempre più strette sinergie economiche, finanziarie ed industriali per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Per fare questo Dolomiti Energia deve proseguire nel suo piano di diversificazione ed investire sull’innovazione nei settori della produzione e distribuzione ma anche, per quanto di sua competenza, sui processi di elettrificazione dei consumi energetici domestici, industriali e della mobilità. Tutto questo è fondamentale per rafforzare l’azienda nella grande sfida della transizione energetica che per il Trentino e per l’Europa intera è anche un fattore decisivo per la competitività e per l’affermazione di una leadership tecnologica nel campo della sostenibilità. Anche così si potranno garantire inoltre qualità del lavoro e trattamenti economici adeguati per il personale di Dolomiti Energia e per quello dell’indotto.
Ora quindi è tempo di fare sistema soprattutto in vista del rinnovo delle concessioni idroelettriche. Oggi più che mai è principale responsabilità del Governo provinciale garantire che la gestione delle centrali di media e grande derivazione restino nella mani degli attori pubblici locali. Si tratta di una questione che va risolta entro questa legislatura senza procrastinare scelte che vanno assunto nell’immediato. Quello della gestione dell’acqua e della produzione idroelettrica, ovviamente con modalità efficienti e concorrenziali, deve infatti continuare ad essere un fattore di sviluppo e di crescita della nostra provincia in un rapporto sempre più stretto con le altre società territoriali della regione alpina”.