TRENTO. I dazi doganali al 30 per cento annunciati dall'amministrazione Trump potrebbero causare danni per 35 miliardi di euro all'anno all'economia italiana, ma il Trentino Alto Adige si trova in una posizione relativamente privilegiata rispetto ad altre regioni del Paese. Secondo l'analisi dell'Ufficio Studi della CGIA, la regione presenta un indice di diversificazione di prodotto dell'export del 51,1%, che la colloca al quinto posto nazionale tra le aree meno vulnerabili agli shock commerciali internazionali.


La diversificazione dell'export trentino rappresenta un fattore di protezione naturale contro le potenziali turbolenze del commercio internazionale. A differenza delle regioni del Sud, dove dominano pochi settori merceologici - come la Sardegna con il 95,6% di concentrazione sui prodotti petroliferi raffinati - il Trentino può contare su un portafoglio di esportazioni più equilibrato.


Nel 2023, l'export trentino verso gli Stati Uniti ha raggiunto 1,076 miliardi di euro, concentrandosi principalmente su tre settori: le bevande (233 milioni), con una forte componente vinicola che rappresenta l'eccellenza territoriale, altri prodotti in metallo (131 milioni) e parti e accessori per autoveicoli (112 milioni).


La struttura diversificata dell'economia trentina, che spazia dall'agroalimentare di qualità alla meccanica di precisione, fino ai prodotti metallurgici, offre maggiori garanzie di tenuta rispetto alle regioni meridionali. Mentre Sardegna, Molise e Sicilia rischiano di subire gli effetti più pesanti dei dazi per la loro alta specializzazione settoriale, il Trentino Alto Adige si trova nella stessa fascia di sicurezza di Lombardia, Veneto e Piemonte.


L'analisi della CGIA dimostra come la diversificazione produttiva sia fondamentale per resistere alle crisi commerciali: tanto più un territorio concentra le sue esportazioni su pochi prodotti, tanto maggiore è la sua vulnerabilità agli shock esterni. Il Trentino, con il suo mix produttivo variegato, risulta quindi meglio attrezzato per affrontare le sfide del protezionismo trumpiano.