ROMA. Pensioni più lontane e assegni più leggeri dal primo gennaio 2027. L’anno prossimo si andrà in pensione un mese più tardi rispetto a quest’anno e, a parità di età di uscita, l’importo sarà più basso. Scatta infatti la revisione biennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, il meccanismo che lega il trattamento pensionistico all’aspettativa di vita.

La nuova tabella è stata pubblicata dal ministero del Lavoro. A 67 anni il coefficiente scenderà da 5,575 a 5,514, mentre a 68 anni passerà da 5,753 a 5,707. Più tardi si lascia il lavoro, più il coefficiente resta alto, ma in tutti i casi è in calo rispetto al 2026.

In concreto, con lo stesso montante contributivo e la stessa età, la pensione sarà più bassa. Un esempio: con un montante di 300mila euro, chi esce a 67 anni nel 2026 riceve un assegno lordo annuo di circa 16.725 euro; dal 2027 scenderà a circa 16.542 euro, oltre 180 euro in meno all’anno.