TRENTO. La crisi in Medio Oriente e le nuove tensioni geopolitiche iniziano a produrre effetti anche sull’economia locale. Per questo Confindustria Trento ha riunito il Consiglio generale e annunciato l’attivazione di un nuovo Help Desk dedicato alle imprese, con l’obiettivo di monitorare gli sviluppi internazionali e supportare le aziende trentine di fronte a possibili ricadute su energia, logistica e commercio estero.


L’iniziativa nasce in un contesto globale segnato da forte instabilità. Le imprese si trovano infatti a operare con prezzi dell’energia più volatili, possibili criticità nei trasporti internazionali e maggiori difficoltà nella pianificazione delle attività sui mercati esteri. Il nuovo servizio informativo e operativo offrirà aggiornamenti sugli scenari geopolitici e competenze specialistiche per affrontare le criticità più urgenti legate a export, finanza, approvvigionamenti energetici e catene logistiche.


«Il Medio Oriente – spiega il presidente Lorenzo Delladio – non rappresenta una destinazione primaria per l’export provinciale, ma i rapporti commerciali con alcuni Paesi dell’area sono in crescita e coinvolgono un numero limitato ma significativo di aziende, in particolare nei settori meccanico, alimentare, ict, chimica e plastica, oltre a qualche realtà del comparto legno e carta». Nei primi tre trimestri del 2025 le esportazioni trentine verso Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain sono aumentate del 46% rispetto allo stesso periodo del 2024, superando i 25,5 milioni di euro e risultando già superiori all’intero valore registrato nel 2024.


Secondo il direttore Roberto Busato, molto dipenderà dalla durata del conflitto. «Se la guerra dovesse limitarsi a pochi giorni o settimane – osserva – gli effetti diretti sull’export trentino potrebbero essere contenuti. Una crisi più lunga avrebbe invece ripercussioni sull’operatività delle imprese e sui costi di trasporto e assicurazione, anche per il ruolo strategico dello stretto di Hormuz nei traffici globali». Le tensioni stanno già influenzando i mercati energetici: eventuali interruzioni prolungate nelle esportazioni di gas naturale liquefatto potrebbero aumentare la competizione globale e spingere al rialzo i prezzi anche in Europa.