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TRENTO. Un milione di euro per sostenere il commercio di vicinato e riportare negozi e servizi nei territori dove la rete commerciale si è progressivamente ridotta. È la dotazione del bando «Fare impresa in aree a rischio desertificazione commerciale», promosso dalla Provincia autonoma di Trento e gestito da Trentino Sviluppo. La misura è attiva da oggi, lunedì 2 novembre, dalle ore 12, ed è rivolta alle piccole e medie imprese che intendono avviare o trasferire un’attività in uno dei 35 comuni individuati.
Il contributo è previsto in conto capitale e copre il 50% delle spese ammissibili, per investimenti superiori a 25 mila euro e fino a 300 mila euro. Sono inoltre previste due possibili maggiorazioni del 10%: una per le imprese a titolarità femminile o giovanile e l’altra per quelle che assumono un dipendente a tempo pieno, da mantenere in servizio per almeno tre anni.
L’obiettivo è favorire il ritorno delle attività economiche nelle località dove la presenza di negozi e servizi si è ridotta. «I negozi di vicinato e i servizi di ristorazione non svolgono unicamente una funzione economica, ma rappresentano veri e propri presidi sociali e identitari indispensabili per contrastare lo spopolamento dei nostri territori», aveva sottolineato il vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli, presentando l’iniziativa.
Il bando sostiene l’apertura della prima unità operativa, l’avvio di una sede aggiuntiva oppure il trasferimento di un’attività. Gli investimenti possono essere avviati dal 1° gennaio 2026 e dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione dell’incentivo.
Tra le spese ammissibili figurano l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili, gli interventi necessari per allestire i locali, gli impianti, i macchinari, le attrezzature e gli arredi. Sono finanziabili anche programmi informatici, consulenze tecniche e specialistiche, attività di marketing ed e-commerce e formazione specifica.
Per accedere alla maggiorazione riservata alle imprese femminili o giovanili, nel caso delle società almeno il 51% dei soci o delle quote deve essere riconducibile a donne o giovani fino a 35 anni, che devono ricoprire anche il ruolo di amministratori.
I comuni ammessi sono quelli che, al 31 dicembre 2025, registravano al massimo quattro localizzazioni attive di commercio al dettaglio e/o ristorazione, secondo i dati del Registro delle imprese. L’elenco delle località e i codici Ateco previsti sono consultabili nel bando, disponibile sul sito di Trentino Sviluppo.


