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TRENTO. Il rischio desertificazione dei centri abitati è al centro del dibattito sul futuro del commercio trentino. Oggi pomeriggio, primo settembre, nella sede di Confcommercio, l'Associazione Commercianti al Dettaglio guidata da Massimo Piffer e l'assessore provinciale Roberto Failoni si sono confrontati su un settore considerato presidio sociale fondamentale per le comunità locali.
"Senza negozi e senza botteghe di vicinato, rischiamo la desertificazione dei centri abitati: strade spente, vetrine vuote, comunità prive di punti di incontro", ha spiegato Piffer. Il presidente dell'associazione ha sottolineato come il commercio non sia solo un settore economico, ma "un tessuto che tiene insieme le nostre città e i nostri paesi". La preoccupazione maggiore riguarda la difficoltà del ricambio generazionale e il calo di attrattività di mestieri che richiedono dedizione ma spesso non vengono più percepiti dai giovani come prospettiva di futuro.
Il quadro delle criticità è complesso: nuovi criteri stringenti per l'accesso al credito basati su algoritmi anziché sulla valutazione dell'imprenditore, pressione fiscale elevata, complessità normativa e cambiamenti nei consumi legati all'e-commerce e alle zone a traffico limitato. "Se vogliamo che le nostre città restino vive, dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni il valore che un'attività commerciale porta con sé", ha sottolineato Piffer.
L'assessore Failoni ha respinto l'ipotesi di contingentare le licenze, definendola "fuori dal tempo e contraria ai principi del libero mercato". Sulla sfida digitale ha proposto un approccio di integrazione: "Il digitale è parte integrante del mercato, dobbiamo capire come conviverci e trasformarlo in opportunità, senza dimenticare i punti di forza del commercio tradizionale: la relazione di fiducia con il cliente e la capacità di animare la vita sociale delle comunità".
Tra i nodi strategici affrontati, la scarsa patrimonializzazione delle imprese ha spinto la Provincia ad attivare dal 15 luglio incentivi specifici per rafforzarne la solidità finanziaria. Altri problemi discussi includono i canoni di locazione elevati, le difficoltà nel ricambio generazionale legate alla mancanza di continuità familiare e la crescente difficoltà nel reperire personale, non solo qualificato ma anche generico.
Il Terzo Bando Qualità Trentino-Olimpiadi offre segnali positivi: 1078 domande complessive, tutte finanziate, con circa la metà provenienti da commercio e servizi. "Testimoniano un'adesione diffusa e una buona capacità progettuale delle imprese", ha commentato Failoni, che ha richiamato la necessità di una strategia condivisa per valorizzare l'acquisto locale.
Il direttore di Confcommercio Massimo Travaglia ha evidenziato come la legge sulla patrimonializzazione sia nata proprio dalle esigenze emerse in questo tavolo di confronto, sottolineando il ruolo dell'associazione come "punto di riferimento qualificato per soci e istituzioni".
"Il futuro delle nostre comunità passa attraverso la tenuta e la valorizzazione delle imprese di prossimità, che sono il cuore pulsante della vita economica e sociale del Trentino", ha concluso Piffer, annunciando l'avvio di un dibattito strutturato che coinvolga istituzioni, cittadini e imprese per contrastare il rischio di centri abitati sempre più vuoti e privi di vita commerciale.
La vicepresidente Camilla Girardi ha evidenziato l’importanza di coinvolgere anche il mondo della scuola e di ampliare il tavolo allo sviluppo economico, in particolare sul tema dei lavoratori, mentre il vice Giorgio De Grandi ha richiamato l’attenzione sui temi della mobilità e dei parcheggi nei centri storici, oltre alla necessità di un confronto continuo e costruttivo con le istituzioni. Al dibattito hanno partecipato anche i presidenti delle varie categorie dell’Associazione, contribuendo ad arricchire il dibattito con prospettive più settoriali e specifiche.


