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TRENTO. Un 2025 che si chiude con il segno “più” davanti. Anzi, con alcuni dei dati migliori della storia ultraventennale di Cassa del Trentino, il braccio finanziario della Provincia nato nel dicembre 2005 per sviluppare un’idea lungimirante: piazza Dante, infatti, aveva deciso di dotarsi di un proprio rating, con l’obiettivo di consentire la raccolta di fondi sul mercato a tassi convenienti. A commentare il recente passato, con uno sguardo al futuro, è il presidente Marco Radice, che nel 2024 ha iniziato il proprio secondo mandato alla guida della Spa e che oggi sarà in assemblea insieme ai vertici della società.
Presidente, partiamo dal recente passato: come si è chiuso l’esercizio 2025?
Anche quest’anno i numeri ci danno soddisfazione. Abbiamo registrato, infatti, uno dei migliori utili della storia di Cassa, raggiungendo i 14,5 milioni di euro. Inoltre abbiamo erogato ai Comuni 646 milioni di euro, realizzato o programmato investimenti in fondi strategici per altri 86 milioni. Tra questi ci sono progetti nel turismo, ma anche finalizzati a dare risposte a un tema attuale e delicato come quello della casa, con Rival e Riurb, volti a contrastare l’emergenza abitativa e rilanciare il territorio. Il tutto senza dimenticare il Nuovo fondo strategico. Numeri importanti che, tuttavia, non sono tutto. Esattamente. Infatti ci tengo molto a ricordare che il nostro lavoro solo parzialmente si riflette nei numeri. Noi siamo il braccio finanziario intelligente della Provincia Autonoma e quindi il nostro impegno è a valutare e lavorare per garantire sostenibilità finanziaria alle principali operazioni del territorio. Ne cito, tra le tante, perché molto attuali e di sicuro interesse pubblico: le opere funiviarie, l’inceneritore e gli investimenti sportivi sparsi sul territorio. Tutto questo è un lavoro che non appare, di alta professionalità, e che produce vero valore aggiunto per la Comunità.
In ventuno anni di attività il quadro economico, in Trentino ma anche in Italia e nel mondo, è decisamente cambiato ed è in continua e costante evoluzione. In tal senso come cambia - se cambia - la mission di Cassa del Trentino?
Cassa del Trentino è essenzialmente nata per procurare e gestire a buone condizioni la finanza per il sistema provinciale. Nell’attuale congiuntura, il bisogno finanziario del sistema provinciale si è attenuato e quindi prevedibilmente anche nei prossimi anni ci sarà un limitato ricorso al debito. Già in questo esercizio il nostro indebitamento netto si attesta a 451 milioni, il 20,5% in meno rispetto all’anno precedente.
Torniamo ai progetti e agli investimenti sul territorio.
Cassa del Trentino è esperta nella progettazione, costruzione e finanziamento di operazioni di finanza strutturata a beneficio del territorio. Ricordiamo la positiva esperienza del fondo Social Housing e del fondo Piccole medie imprese.
Anche per quest’anno e per il prossimo futuro resterà centrale il tema dell’abitare, anche per le evidenti ripercussioni sociali, oltre che economiche e turistiche.
La giunta provinciale ci ha chiesto di costruire un meccanismo per finanziare abitazioni a canone agevolato in zone a rischio spopolamento, ovvero zone ad alta densità turistica dove mancano alloggi per i lavoratori. Ne è nato il progetto del fondo Ri-Val, cui ha contribuito anche Cassa Depositi e Prestiti. Nella sola prima fase si costruiranno 300 alloggi su 45 Comuni del Trentino che metteranno a disposizioni edifici inutilizzati da ristrutturare. E già ci sono manifestazioni di interesse per affittare. Anche in questo caso Cassa ha lavorato per tradurre un preciso input politico in un progetto realizzabile e finanziariamente solido. Sono convinto che Ri-val - ora affidato per la realizzazione alla Società di Gestione del Risparmio in house Euregio + - sarà un successo e sarà replicato.


