TRENTO. C'è un luogo dove la crisi energetica smette di essere una curva nei grafici internazionali e diventa vita quotidiana: il condominio. È lì, tra assemblee sempre più tese, bollette che lievitano e manutenzioni rinviate, che il caro energia mostra il suo volto più concreto. E in Trentino, dove gran parte del patrimonio edilizio è stato costruito prima delle moderne norme sull'efficienza energetica, il problema rischia di diventare una questione strutturale.

L'allarme arriva da Confaico, l'associazione degli amministratori condominiali di Confesercenti, che fotografa una situazione in peggioramento. «Non si tratta più di casi isolati - spiega la presidente Nadia Zambotti - ma di una fragilità strutturale che oggi emerge con tutta la sua forza». Tradotto: le spese comuni stanno diventando un peso sempre più difficile da sostenere per migliaia di famiglie.

Il quadro, del resto, parla da solo. In Trentino vivono circa 546 mila persone distribuite in quasi 246 mila famiglie e le elaborazioni catastali stimano oltre 15 mila condomìni di piccole e medie dimensioni. Un universo vastissimo fatto di edifici spesso energivori, impianti centralizzati datati e consumi elevati.

In molti casi, inoltre, gli interventi di riqualificazione previsti dal Superbonus 110% non sono mai partiti o non sono stati completati, lasciando i palazzi esposti all'impatto dei rincari. E i rincari, negli ultimi due anni, si sono fatti sentire eccome. Secondo Confaico, in numerosi condomìni le spese energetiche sono aumentate tra il 30 e il 50 per cento, con incrementi che in diversi casi superano i mille euro annui per famiglia con una spesa complessiva media in Italia di oltre 2.200 euro.

Il gas ormai costa circa 50 euro al megawattore e una famiglia media ne consuma circa 15 l'anno. L'elettricità costa 120-130 euro a megawattora. Per una famiglia media il costo è mediamente di mille euro l'anno. Numeri che trasformano le assemblee condominiali in piccoli parlamenti dell'emergenza domestica: da una parte la necessità di contenere i costi, dall'altra l'urgenza di intervenire su impianti obsoleti che continuano a divorare energia.

A complicare il quadro ci sono anche le prospettive per i prossimi mesi. Dai confronti tecnici dell'associazione con operatori del settore, come Dolomiti energia, emerge infatti che, in assenza di cambiamenti geopolitici rilevanti, i prezzi potrebbero restare elevati anche nel 2026. Sul mercato continuano a pesare la disponibilità di gas naturale liquefatto, i vincoli agli approvvigionamenti internazionali e le tensioni geopolitiche, molto più dei tradizionali fattori economici.Il risultato, spiega Confaico, si vede già nei bilanci condominiali.

Crescono i ritardi nei pagamenti e aumentano le situazioni di morosità, soprattutto nelle aree a prevalente residenzialità stabile. Meno evidente il fenomeno nelle località con molti alloggi turistici, dove la presenza di seconde case rende il quadro differente e meno rappresentativo della situazione generale. «Non esiste un dato uniforme - osserva ancora Zambotti - ma il segnale è chiaro: cresce la difficoltà nel sostenere spese obbligatorie, collettive e non comprimibili».

E qui il tema economico si intreccia con quello sociale. Perché il condominio, più di altri luoghi, diventa una sorta di cartina tornasole delle fragilità diffuse. Quando aumentano le morosità diminuisce la liquidità disponibile, gli interventi di manutenzione vengono rinviati e la gestione degli edifici si fa sempre più complicata.

«La morosità - sottolinea ancora la presidente di Confaico - è spesso il primo indicatore di una fragilità economica e sociale più ampia. I residenti sono sempre più consapevoli e ci restituiscono la situazione del territorio». Soluzioni Zambotti non ne ha nell'immediato: «Nessuno ha la bacchetta magica, purtroppo siamo legati a scenari molto più grandi di noi».