TRENTO. Il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e l’Assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca, Achille Spinelli (che nei giorni scorsi si era detto “preoccupato”), hanno incontrato il neopresidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Turismo e Agricoltura di Trento Andrea De Zordo, per un primo momento di confronto dopo la burrascosa elezione e le dure polemiche seguenti (in particolare dall’Associazione Industriali).

Un comunicato ufficiale dell’ente camerale ci spiega che «Nel condividere il rammarico per le recenti polemiche che hanno seguito la nomina da parte del Consiglio camerale della nuova Giunta e la necessità di un approccio attento alle esigenze e al contributo di tutti i settori economici, all’insegna del dialogo e del confronto con tutte le associazioni di categoria imprenditoriali, è stata riaffermata l’autonomia dell’ente camerale e la necessità di proseguire nell’intensa collaborazione operativa in atto da molti anni».

Il linguaggio burocratese e diplomatico serve a dire che Fugatti e Spinelli hanno chiesto di ricomporre le fratture, e il nuovo presidente ha spiegato che – legittimamente eletto – andrà avanti per la strada indicata dal voto.

C’è però la mina di Confindustria Trento, che ha minacciato di voler ridiscutere l’Accordo di programma, che fra l’altro assegna i finanziamenti provinciali milionari alla Camera di Commercio. Spiegazione: per palazzo Stella, la Ccia non rappresenta più l’intero comparto produttivo trentino, e quindi il finanziamento andrebbe ridotto in percentuale.

Quindi? Leggete bene questa lunghissima frase zeppa di secondarie: dice l’ufficio stampa della Camera che «L’Accordo di Programma tra Provincia autonoma e Camera, in fase di rinnovo, realizzato con risorse messe a fattor comune dai due enti, prevede un ampio panorama sia di attività amministrative, la cui cura è stata delegata, in base a disposizioni di legge provinciali, all’Ente camerale, sia un intenso programma di attività di comune interesse, oggetto di programmazione condivisa e annualmente definita, sviluppate a supporto delle imprese e che negli ultimi anni ha posto l’accento su temi che permangono di primaria importanza, quali la digitalizzazione e l'alleggerimento del carico burocratico, la transizione ambientale, la formazione e la crescita delle capacità manageriali, una maggior interazione tra mondo della formazione e del lavoro nonché la promozione del territorio e delle sue produzioni distintive».

Cosa avete capito?