Bollette della luce e del gas, in Trentino-Alto Adige 119 mila persone in difficoltà
Per il Trentino-Alto Adige la spesa complessiva delle famiglie per luce e gas è stimata in 743 milioni di euro nel 2026. Nel territorio regionale oltre 53 mila famiglie faticano a sostenere le spese energetiche. L’incidenza supera la media del Nord Est e cresce il peso delle bollette sui bilanci. La spesa per luce e gas toccherà i 743 milioni nel 2026, con un aumento di 88 milioni in un anno. I rincari colpiscono anche artigiani e piccoli commercianti
TRENTO. Oltre 5,3 milioni di italiani vivono in condizioni di povertà energetica e tra le aree più esposte c’è anche il Trentino-Alto Adige, dove la stima per il 2024 parla di 53.490 famiglie in difficoltà, pari a 119.100 persone. L’incidenza è dell’11%: un dato più alto della media del Nord Est ferma al 7,3% e sopra la media nazionale del 9,1. I numeri, elaborati dall’Ufficio studi della CGIA su fonti Istat e OIPE, non distinguono tra Trento e Bolzano, ma indicano comunque una fragilità rilevante anche per il territorio trentino.
La povertà energetica colpisce i nuclei che non riescono a sostenere in modo adeguato le spese per elettricità e riscaldamento o che, pur di risparmiare, tagliano su servizi essenziali. Succede soprattutto nelle abitazioni poco efficienti, dove una quota troppo alta del reddito finisce in bolletta. Tra i segnali più frequenti ci sono ritardi nei pagamenti, arretrati, rinuncia al riscaldamento in inverno o al raffrescamento d’estate, oltre a case con umidità e muffa.
Sul fronte dei prezzi, la pressione resta alta. Secondo la CGIA, nel 2025 il gas è aumentato del 6,3% rispetto al 2024 e l’energia elettrica del 6,7%. A marzo il gas è salito a 53 euro per MWh, mentre la corrente ha toccato 143 euro per MWh. Per il Trentino-Alto Adige la spesa complessiva delle famiglie per luce e gas è stimata in 743 milioni di euro nel 2026, contro i 656 del 2025 e i 637 del 2024: un aggravio di 88 milioni in un anno e di 106 milioni in due anni.
A pagare il conto più pesante, avverte la CGIA, sono anche artigiani e piccoli commercianti. Molti lavorano da soli e subiscono il caro energia due volte: come famiglie, con bollette più alte in casa, e come titolari d’impresa, con costi crescenti per tenere aperti negozi, laboratori e attività di servizio. Una stretta che riduce i margini, frena gli investimenti e rischia di pesare ancora di più anche in provincia di Trento se i rincari dell’energia dovessero proseguire nei prossimi mesi.