Italia

La previsione del prodotto interno lordo per il 2026, Trento solo 81esima nella classifica provinciale

La crescita economica nazionale accelera, ma il territorio trentino mostra un passo più contenuto rispetto alle aree più dinamiche del Nord. Pesano il rallentamento degli investimenti e la fine del Pnrr, mentre restano decisive produttività e riforme.

TRENTO. Nel 2026 il Prodotto interno lordo italiano è destinato a superare quota 2.300 miliardi di euro, con un incremento nominale del 2,9 per cento rispetto al 2025. In termini reali la crescita si attesta allo 0,7 per cento, sostenuta soprattutto dalla ripresa dell’export e dalla tenuta dei consumi. È il quadro delineato dall’Ufficio studi della CGIA, che evidenzia però un progressivo rallentamento degli investimenti e l’impatto della chiusura della stagione del Pnrr.

Nel contesto regionale, il Trentino-Alto Adige si colloca nella parte centrale della graduatoria nazionale, con una crescita prevista nel 2026 pari allo 0,50 per cento. Un dato positivo ma inferiore alla media del Nord Est e lontano dalle performance delle regioni più dinamiche. La fine degli stimoli straordinari e le difficoltà strutturali del Paese continuano a pesare anche sul territorio trentino, dove produttività, costo del lavoro e burocrazia restano nodi centrali per le imprese.

A trainare lo sviluppo nazionale è invece l’Emilia-Romagna, che nel 2026 dovrebbe registrare la crescita più elevata tra le regioni, superando il Veneto. Il buon andamento della manifattura, dell’automotive e delle biotecnologie, unito a un mercato del lavoro solido e a strategie mirate su export e innovazione, consolida il ruolo di locomotiva del Paese lungo l’asse della via Emilia.

Sul piano provinciale, Trento si posiziona nella seconda metà della classifica (81esimo posto), con una crescita stimata allo 0,44 per cento, distante dalle performance di territori come Varese, Bologna e Reggio Emilia.

Il dato conferma un divario che attraversa il Nord e che impone anche al Trentino una riflessione sulle leve di sviluppo futuro. Riduzione della burocrazia, riforma fiscale e investimenti in capitale umano restano condizioni decisive per rafforzare la competitività e agganciare una crescita più stabile nel medio periodo.

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