Giustizia / L'allarme

Pnrr e ripresa economica: «Un grande flusso di soldi, pericolo criminalità anche in Trentino»

Massima attenzione della procura regionale della Corte dei conti mentre si prepara una nuova fase post pandemica, caratterizzata da ingenti investimenti finaziari pubblici

di Marica Vigano'

TRENTO. La legalità passa anche da una scommessa. «Una scommessa culturale» come ha evidenziato il procuratore regionale Gianluca Albo, introducendo la relazione per l'apertura dell'anno giudiziario 2022 della Corte dei Conti: anteporre il controllo all'azione repressiva, in una situazione prossima di gestione di flussi eccezionali di denaro per la ripresa post pandemica.

«È necessaria una maggior responsabilizzazione da parte dell'amministrazione. Amministrazione che, del resto, ha l'obbligo di intervenire in autotutela - le parole del dottor Albo - È importante concentrarsi sulla prevenzione per evitare distrazioni e per assicurare il buon esito della finalità pubblica delle risorse». Cancellata la cerimonia pubblica a causa dell'emergenza Covid, il procuratore nel presentare i dati statistici dello scorso anno ha invitato a guardare avanti, alla sfida dei prossimi mesi con l'iniezione di denaro pubblico attraverso il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e dunque con il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata importata. Focus sulla prevenzione.

Più che la repressione è necessaria una prevenzione, grazie alla collaborazione fra procura della Corte dei conti e procura della Repubblica, all'intervento delle forze di polizia e all'attenzione che l'amministrazione provinciale dovrà porre. «Il controllo è un momento fondamentale per evitare che avvengano distrazioni», ha aggiunto il procuratore regionale, assicurando «massimo rispetto per l'Autonomia» ma al contempo nessun indugio da parte della Corte dei conti ad intervenire «se l'autonomia nella gestione delle risorse pubbliche non dovesse aderire ai binari della legalità».

Niente dispersione di denaro.

Non ci sarà, tuttavia, alcuna ingerenza da parte della Corte dei conti. «Noi non vogliamo e non dobbiamo intrometterci nella gestione delle amministrazioni. Si interviene nel caso in cui vi sia dispersione di denaro pubblico, ma si tratterà di un intervento proporzionato: è nostro interesse intervenire sui fatti qualificanti» ha specificato, per togliere agli amministratori lo spettro di una Corte dei conti "punitiva".

Certo, il compito di vigilare non verrà mai meno, ma sempre con l'obiettivo di assicurare una corretta gestione delle risorse pubbliche.Gli appetiti della criminalità.

«L'entità delle risorse finanziarie prevista dal Pnrr è tale da essere logicamente incompatibile con una gestione illecita occasionale» ha evidenziato il procuratore regionale , valutando i territori benestanti e ad alto tasso di legalità come il Trentino Alto Adige «insidiosamente esposti al pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata», «in una fase storica connotata dallo spostamento di flussi finanziari di eccezionali dimensioni dal bilancio pubblico verso enti territoriali e privati».

L'attività del 2021.

Sono stati 39 gli inviti a dedurre, per un valore complessivo contestato pari a 1.809.302 euro
; convenute in giudizio 109 persone e depositati 33 atti di citazione, per un valore complessivo contestato pari a 6.693.757 euro. Il recupero complessivo "per cassa" è stato di 1.268.534 euro considerando l'esecuzione di sentenza di condanna e i riti alternativi. Il 26,46% delle denunce è stato presentato da privato o associazioni, il 17,53% proviene da notizie diffuse dagli organi di stampa. Nel 2021 quasi la metà delle denunce riguardano il presunto danno per conferimento di incarichi: si tratta del 48% delle segnalazioni, mentre un 10% riguarda i debiti fuori bilancio e un altro 10% le spese di rendicontazione.

Si nota poi come il 7% riguardi le entrate, il 4% delle segnalazioni riguardi le assunzioni di personale e l'assenteismo, un altro 4% gli incidenti, il 2% i provvedimenti di gara e un altro 2% le spese di rappresentanza.

Incarichi e contenziosi.

Sui ricorsi talvolta ingiustificati delle amministrazioni a professionalità esterne, la procura della Corte dei conti pone "la massima attenzione": «Una cosa è l'eccezionalità, un'altra è la regola: il ricorso eccezionale è lecito, il ricorso ordinario è illecito».

Nella relazione vengono citati alcuni casi. All'Asuc di Pozza di Fassa la procura della Corte dei conti (allora retta da Marco Valerio Pozzato) aveva contestato un danno erariale pari a 49.500 euro per la trattativa diretta per la gestione di Malga Contrin, nonostante un'offerta migliore. Il giudizio è stato definito con l'assoluzione di Asuc, che non ha il vincolo di massimizzare il profitto da canone di locazione.

Nel comune di Valdaone un dipendente dell'amministrazione è stato tratto in giudizio perché - questa l'accusa - avrebbe svolto la libera professione di ingegnere causando un danno erariale peri a 204 mila euro. Sistema di tutela integrato.«La gestione delle ingentissime risorse per il ristoro pandemico e la ripresa post pandemica - ha evidenziato il procuratore regionale Albo - esigono non solo un'azione repressiva a valle della gestione, ma, prima ancora, adeguati meccanismi di monitoraggio sull'affidamento e sul primo impiego delle risorse».

La sinergia promossa dalla Corte dei conti contro la mala gestio si concretizza in un documento: una "nota interpretativa all'applicazione del codice di giustizia contabile" in provincia di Trento, trasmessa alle amministrazioni per ripercorrere gli obblighi legali a carico delle amministrazioni stesse.

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