Salvo il mercato del giovedì a Trento, ma sabato restano chiusi tutti i negozi più grandi di 150 metri quadri

Mentre a Rovereto (ieri) e a Borgo Valsugana il mercato settimanale è stato sospeso, a Trento domani le bancarelle ci saranno regolarmente.

Salvo il mercato del giovedì nel capoluogo. E salvi anche i mercati ambulanti nei quartieri. C’era massima incertezza, ieri, tra gli operatori economici. E quanto è successo a Rovereto è emblematico. Operatori che hanno fatto gli ordini, predisposto la sera i furgoni per l’uscita il giorno dopo, che si sono visti poi bloccati, costretti a buttare la merce.

La chiarezza, nel capoluogo, è arrivata dopo una giornata di trattative con la Provincia. E a fare “luce”, alla fine, è una lettera di dell’ingegner Raffaele De Col, dirigente del dipartimento protezione civile: «Chiarimenti in tema di mercati all’aperto», interpretativi dell’ordinanza del presidente della Provincia, la n. 54 del 14 novembre scorso. Chiarezza era stata sollecitata dai Comuni.

L’ordinanza in questione prevede, per consentire l’attività del commercio nella forma del mercato all’aperto su area pubblica o privata, la predisposizione di un apposito piano da parte del sindaco, nel quale, tra l’altro, va individuata «la predisposizione di un unico varco di accesso separato da quello di uscita». Un obbligo per regolare il flusso degli utenti ed impedire occasioni di assembramento. Facile a dirsi, difficile a realizzarsi. Alcuni sindaci hanno spiegato che, date le peculiarità delle aree di mercato e i diversi potenziali punti di accesso, risulta difficile, se non impossibile, fissare un unico varco di accesso separato da quello di uscita. Come uscirne? E come garantire agli operatori di poter tenere il mercato in sicurezza?

Ecco il chiarimento del dirigente De Col: «La prescrizione di cui si discute va interpretata e applicata secondo buon senso e in modo ragionevole». Tradotto: «Non è vincolante prevedere un unico e solo punto di accesso con relativa uscita, ma l’area di mercato (in base alle sue caratteristiche) può essere, laddove possibile, suddivisa in settori, ognuno dei quali con un proprio varco di accesso ed uno di uscita, al fine di garantire per ogni settore il flusso unidirezionale di utenti, nel rispetto delle regole generali che impediscano occasioni di assembramento».

Il «buon senso» citato sarà messo nero su bianco in una ordinanza con cui il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, regolamenterà la organizzazione dei mercati, con i relativi controlli da parte dei volontari e degli agenti della polizia locale.

Spiega l’assessore alle attività economiche, Roberto Stanchina: «Viene sospeso solamente il Mercato dei Gaudenti che, essendo hobbistico, consideriamo di bloccare temporaneamente e riprendere poi con edizioni speciali per recuperare le date perse. È stato fatto un grande lavoro in urgenza dai miei uffici del commercio e dalla polizia locale per salvare il lavoro delle numerose aziende che sono all’interno dei mercati cittadini, diversi e dislocati in varie parti della città e dei sobborghi».

ALLARME SHOPPING DEL SABATO. Se il mercato di domani è salvo, non così lo shopping del sabato. In tutto il Trentino infatti, per effetto dell’ordinanza numero 52 di Fugatti, saranno chiusi sabato tutti gli esercizi commerciali «di grendi e medie dimensioni». Se all’inizio si pensava che la norma valesse solo per i grandi centri commerciali, oggi molti esercenti hanno interpellato le loro associazioni di catgoria, ottenendo la risposta negativa: «Saranno chiusi il sabato tutti i negozi con superficie superiore a 150 metri quadri».

Vuol dire che anche gran parte dei negozi dovranno abbassare le serrande: 150 metri quadri sono pochi, e a parte i piccoli esercizi, moltissimi non possono rispettare l’apertura.

Resta poi la chiusura totale del commercio di domenica. Alimentari compresi.


 

Il testo dell'ordinanza numero 52

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